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I servizi postali erogati da operatori diversi da Poste Italiane
Anche altri operatori, ottenuta l’apposita licenza rilasciata dalla Direzione generale per la regolamentazione del settore postale, possono erogare servizi rientranti nel servizio postale universale. La loro posizione si differenzia dal Fornitore del servizio universale Poste Italiane, in quanto non sono soggetti all’obbligo di fornitura su tutto il territorio nazionale i servizi rientranti nell’ambito del servizio postale universale.
Per erogare servizi non rientranti nell’ambito del servizio universale gli operatori devono semplicemente dichiarare al Ministero di voler iniziare l’attività. Decorsi 45 giorni dal ricevimento della dichiarazione (purché entro lo stesso termine non pervenga all'interessato un provvedimento negativo dell'Autorità o la richiesta di ulteriori chiarimenti o documenti) gli operatori conseguono l’autorizzazione generale. Non è previsto, quindi, il rilascio di alcun provvedimento formale positivo da parte del Ministero.
Per un particolare servizio postale, quello di fornitura di caselle postali, l’autorizzazione generale è ad effetto immediato. Tale servizio può essere avviato contestualmente alla presentazione della dichiarazione.
I servizi postali esclusi dall’ambito del servizio universale non comportano alcun obbligo di fornitura da parte di Poste Italiane.
I servizi postali non rientranti nel servizio universale sono quelli di corriere espresso, dove spesso, alla maggiore velocità di recapito si associano uno o più servizi accessori qualificati da un valore aggiunto per l’utente rispetto all’erogazione del servizio di semplice invio.
Le tipologie più diffuse di servizio a valore aggiunto possono riguardare uno o alcuni dei seguenti servizi supplementari:
I servizi riservati a Poste italiane
Alcuni servizi rientranti nell’ambito del servizio universale sono preclusi agli operatori che ottengono la licenza dal Ministero. Si tratta della cosiddetta Area Riservata del servizio universale postale, rientrante nel monopolio di Poste Italiane, che comprende:
La completa liberalizzazione nella nuova direttiva postale
Nell’ottobre del 2006 la Commissione europea ha approvato una proposta di revisione della direttiva sui servizi postali che indicava la data del 1° gennaio 2009 come termine per la completa liberalizzazione dei mercati postali comunitari, con l’eliminazione della quota residua di monopolio (riserva delle spedizioni di peso inferiori ai 50 grammi).
Nella sessione del 30-31 gennaio 2008, il Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura la direttiva, confermando la data del 31 dicembre 2010 per la completa liberalizzazione del mercato postale.
Una data diversa, 31 dicembre 2012, è stata fissata per Grecia, Lussemburgo, Cipro, Ungheria, Repubblica Ceca, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia.