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Le specifiche DVB-H relative al broadcasting, connesse agli apparecchi "mobili" alimentati a batterie, insieme alle specifiche del datacast IP (DVB-IPDC), sono la chiave per avviare la tecnologia per la televisione mobile.
Il DVB-H si basa ampiamente sulle specifiche del DVB-T (televisione digitale terrestre), aggiungendo però ulteriori caratteristiche atte a prendere in considerazione la durata limitata della batteria che alimenta questi piccoli apparati mobili e la particolarità dell'ambiente nel quale tali ricevitori lavorano.
L'utilizzo di una tecnica chiamata time-slicing, per cui i dati vengono ricevuti in determinati slot temporali (burst), permette al ricevitore di accendersi soltanto in precisi momenti, apportando così un notevole risparmio di energia.
Per risolvere i problemi legati alla ricezione in mobilita’, si utilizza in trasmissione una modulazione 4k invece che 8k come per le trasmissioni DVB-T.
Le specifiche del DVB-IPDC relative all'IP datacast sono essenziali per la convergenza tra le reti broadcast e le reti di telecomunicazioni mobili che saranno quasi sicuramente centrali per la maggior parte dei lanci commerciali dei servizi offerti dal DVB-H.
In Italia i principali gestori Vodafone, Tim e Wind si sono accordati con Mediaset, RAI e SKY per realizzare congiuntamente un servizio comune. Il quarto gestore 3, in Italia rappresentata da H3G, ha preferito intraprendere una strada autonoma. Ha creato una propria rete acquistando da una ottantina di Televisioni locali le relative frequenze.