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Attività europea

Per il Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni, la cooperazione in ambito comunitario ed europeo è di importanza strategica. Le frontiere tra gli Stati nel campo delle comunicazioni tendono a ridursi di pari passo con il progresso tecnologico, sicché non è più possibile prescindere dal coordinamento delle politiche nazionali.

 

Nell’Unione europea

 

La base giuridica per gli interventi normativi a livello comunitario è costituita dalle norme del mercato interno sulla libera circolazione dei servizi e, per quanto riguarda la radiotelevisione, anche la rimozione dei relativi ostacoli in collegamento con la politica comunitaria culturale. Per quanto riguarda specificamente il servizio pubblico televisivo, esso rientra nella categoria comunitaria dei servizi di interesse economico generale sottoposti alle regole della disciplina comunitaria generale della concorrenza comunitaria (art. 86 TCE). Inoltre, come regola generale, la normativa comunitaria deve rispettare, in ogni caso, il principio di proporzionalità nel raggiungimento degli obiettivi d'interesse generale (quali il pluralismo, la tutela dei consumatori e dei minori, la diversità culturale, la tutela dei diritti di proprietà intellettuale).

 

Le comunicazioni elettroniche

 

Nel settore delle telecomunicazioni la Commissione ha avviato un programma legislativo per l’apertura dei mercati nazionali  delle infrastrutture e dei servizi di telecomunicazioni degli stati membri (1987), che ha portato, nel 1998, alla loro completa liberalizzazione. La convergenza delle tecnologie di comunicazione e trasmissione radiotelevisiva mediante sistemi digitali ha determinato un nuovo quadro normativo generale per le reti e ai servizi elettronici di comunicazione secondo i principi del  “pacchetto  di direttive” del 2002 in vigore dal luglio 2003. Tali direttive attribuiscono un ruolo molto forte alle autorità nazionali di regolamentazione – per l’Italia l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – che sono competenti per le attività di analisi dei mercati finalizzate alla eventuale imposizione di misure rimediali per la correzione di eventuali storture della concorrenza derivante dalla posizione di particolare forza di determinati soggetti.

 

I contenuti

 

Tale quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica non si applica ai contenuti dei servizi (programmi). La direttiva sull’armonizzazione dei servizi televisivi, nota come Televisione senza frontiere, adottata nel 1989 e modificata da ultimo nel 2007, si applicherà ora a tutti i servizi audiovisivi indipendentemente dalle piattaforme diffusive o distributive. La sua filosofia si basa su una combinazione di tecniche giuridiche, rappresentate dall’armonizzazione minimale dei principali aspetti della materia e dall’applicazione del principio dello Stato di origine e da un residuo potere, in casi eccezionali, dello Stato di destinazione. Di conseguenza i programmi che rispettano la normativa del rispettivo paese di origine e le disposizioni della direttiva, possono circolare liberamente all'interno dell'UE. Gli Stati possono però adottare regolamentazioni nazionali più restrittive delle norme  armonizzate. In questo settore, strumenti quali la co-regolamentazione e la autoregolamentazione dei soggetti interessati, possono risultare particolarmente opportuni ed efficaci.

 

Nel Consiglio d’Europa

 

Guardando all’Europa oltre i confini dell’Unione europea, il Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni è coinvolto nei lavori del Consiglio d’Europa partecipando ai lavori del Comitato sui media e sui nuovi servizi di comunicazione e del Comitato permanente sulla televisione transfrontaliera.

Tali comitati si esprimono attraverso risoluzioni e comunicazioni che spesso hanno un forte impatto anche sulla produzione normativa, vincolante, in ambito comunitario, e vanno pertanto seguiti con particolare attenzione.

 
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