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Servizi postali

La revisione della direttiva postale

 

Il processo di liberalizzazione del settore postale era stato già previsto dalla presente direttiva in vigore ( Direttiva 97/67/CE, poi emendata dalla Direttiva 2002/39/CE). Tale direttiva ha già definito una graduale liberalizzazione del mercato postale, provvedendo a limitare in maniera graduale l’ampiezza del cosiddetto “settore riservato” a favore degli operatori nazionali, che oggi si applica solo alla posta fino a 50 grammi.

In base a tale direttiva la Commissione europea avrebbe dovuto presentare entro il 31 dicembre 2006 una proposta per confermare la liberalizzazione totale nel 2009, oppure determinare un’altra eventuale fase transitoria, basandosi sulle conclusioni di uno studio sull’incidenza del pieno completamento del mercato interno postale sul “servizio universale”.

La nuova proposta di revisione della direttiva sui servizi postali, presentata dalla Commissione nell’ottobre 2006, conferma la data del 2009 per il completamento definitivo del mercato postale interno. Si  vieta agli Stati membri di mantenere o garantire diritti speciali ed esclusivi nel settore postale a partire dal 2009, eliminando quindi le residue possibilità di mantenere un settore riservato e permettendo in tale maniera ad altri operatori di entrare nel settore della posta fino a 50 grammi.

La proposta mantiene tuttavia l’obbligo per gli Stati membri di garantire il servizio universale di qualità (con raccolta e recapito almeno cinque giorni a settimana in tutti i punti del territorio e a prezzi accessibili a tutti gli utenti). Secondo le nuove disposizioni, gli Stati membri possono quindi scegliere tra diverse opzioni per coprire i costi netti connessi alla fornitura del servizio universale nel caso in cui questi rappresentino un ingiusto peso finanziario per il fornitore di tale servizio. Tra le opzioni possibili che gli Stati membri possono utilizzare per finanziare il servizio universale vi sono aiuti di Stato, appalti pubblici, fondi di compensazione e meccanismi di condivisione dei costi.

Fra le altre previsioni della proposta, la tutela dei consumatori viene nel complesso rafforzata, ad esempio tramite l’estensione di alcuni principi di base riguardanti le procedure obbligatorie in caso di reclami, e viene potenziato il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione.

 
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