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La crescente penetrazione delle telecomunicazioni nella nostra vita quotidiana pone in primo piano la necessità di coniugare l'innovazione tecnologica con la dovuta attenzione agli aspetti ambientali e sanitari.
In particolare in Italia, si registra un’elevata percezione del rischio dovuto a potenziali danni alla salute legati all’esposizione ai campi elettromagnetici generati da sorgenti a radiofrequenza, come stazioni radio base per telefonia cellulare e impianti di diffusione radio e TV.
La normativa italiana prevede criteri di protezione tra i più cautelativi del mondo: limiti di esposizione che non devono essere superati in alcuna condizione, fissati in 20 V/m (valore efficace di intensità del campo elettrico), e livelli di attenzione/obiettivi di qualità, fissati in 6 V/m, intesi come valori di immissione che non devono essere superati negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate.
Da qui l’esigenza di una rete nazionale di monitoraggio dei campi elettromagnetici a radiofrequenza che permetta una verifica costante dei reali livelli di esposizione della popolazione. La filosofia della rete è quella di permettere il monitoraggio in continuo dei siti selezionati attraverso l’uso di stazioni di misura, comunemente chiamate “centraline”, facilmente rilocabili sul territorio.
Il progetto, operativo dal 2002 al 2006, è stato finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni che ha affidato alla Fondazione Bordoni la definizione progettuale della rete stessa, ed è stato realizzato grazie alla collaborazione con tutte le Agenzie Regionali e Provinciali per la protezione Ambientale d’Italia (ARPA/APPA).
La rete di centraline in dotazione a tutte le Agenzie è costituita da stazioni di misura equipaggiate con tre diverse tipologie di sensori: sensori a banda larga, operanti nella gamma 100 KHz – 3 GHz, e sensori a doppia e tripla banda per la misura separata dei contributi al campo elettrico dovuti sia alle sorgenti radio televisive che alle stazioni radio base per telefonia cellulare.
Le centraline sono state distribuite alle Agenzie secondo il criterio della densità della popolazione: una centralina ogni 50.000 abitanti. La rete è costituita da oltre 1000 centraline.
Tutti i dati inviati dalle Agenzie fino alla fine di ottobre 2006 sono consultabili sul sito www.monitoraggio.fub.it