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Le minoranze linguistiche

Francobollo dedicato al Trentino Alto-Adige
Il primo francobollo italiano con iscrizione bilingue (italiano e tedesco)

«Gli uomini sono così diversi nei loro motivi di gioia, nelle sensibilità al dolore, nel modo e nei mezzi, fisici e morali, in cui li esplicano, che se non esiste una corrispondente diversità nei loro modi di vivere non ottengono la felicità che spetta loro né sviluppano la statura intellettuale, morale e estetica di cui la loro natura è capace.» Lo scriveva nel 1859 John Stuart Mill nel suo "Saggio sulle libertà". Esprimersi liberamente nella propria lingua è sicuramente una di queste libertà, anzi per la Costituzione della Repubblica italiana è un principio fondamentale. L'articolo 6 dichiara infatti che "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche." Il diritto della persona a vedere riconosciuta e tutelata la propria identità linguistica è del resto ampiamente presente nel diritto internazionale. Nella "Dichiarazione sui diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche" del 18 dicembre 1992 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava che "gli Stati proteggeranno l'esistenza e l'identità nazionale o etnica, culturale, religiosa e linguistica delle minoranze all'interno dei rispettivi territori e favoriranno le condizioni per la promozione di tale identità" riprendendo e precisando concetti già espressi nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Lo stesso anno il Consiglio d'Europa emanava la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, per le quali il celebre "Rapporto Bangemann" nel 1994 prevedeva nuove opportunità di esprimere le loro tradizioni culturali e le peculiari identità nella nuova società dell'informazione globale. Un anno dopo sarà ancora il Consiglio d'Europa ad approntare la "Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali.

 
Eleonora di Arborea

Esattamente sei secoli prima, nel 1395 vedeva la luce uno dei più importanti documenti della storia del diritto, la Carta de Logu di Eleonora d'Arborea. Definita con ragione un monumento di saggezza giuridica, la Carta de Logu che ispirerà anche lo Statuto Albertino, è una raccolta di leggi volte a disciplinare in modo organico, coerente e sistematico alcuni settori dell'ordinamento giuridico dello stato sardo indipendente dell'Arborea. La Carta de Logu venne redatta nella variante arborense della lingua sarda: una delle dodici che la legge italiana riconosce e protegge.

Le principali disposizioni normative che hanno dato finalmente attuazione a quanto la Costituzione prevedeva nel 1948, sono la legge n. 482 del 15 dicembre 1999 ed il successivo regolamento di attuazione contenuto nel DPR n. 345 del 2 maggio 2001. L'articolo 2 della legge 482 precisa che "In attuazione dell'articolo 6 della Costituzione e in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni (Collegamento alle schede presenti nel sito Sardegna Cultura della Regione Sardegna n.d.r.)albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il francoprovenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo". L'articolo 12 della stessa legge dichiara:

  1. "Nella convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e nel conseguente contratto di servizio sono assicurate condizioni per la tutela delle minoranze linguistiche nelle zone di appartenenza.

  2. Le regioni interessate possono altresì stipulare apposite convenzioni con la societàconcessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per trasmissioni giornalistiche o programmi nelle lingue ammesse a tutela, nell'ambito delle programmazioni radiofoniche e televisive regionali della medesima società concessionaria; per le stesse finalità le regioni possono stipulare appositi accordi con emittenti locali.

  3. La tutela delle minoranze linguistiche nell'ambito del sistema delle comunicazioni di massa è di competenza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249, fatte salve le funzioni di indirizzo della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi." Viene dunque riconosciuto pienamente il diritto delle minoranze linguistiche ad avere trasmissioni radiofoniche e televisive nella propria lingua.

 
Emissione 2008 Valle d'Aosta
Il francobollo con iscrizione bilingue dedicato alla Valle d'Aosta

La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Parte Generale n. 123 del 27 maggio 2008 ha pubblicato i tre Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre 2007 con i quali si approva la Convenzione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria e la RAI - Radiotelevisione Italiana S.p.A, per l'offerta televisiva e radiofonica in lingua francese per la Regione autonoma della Valle d'Aosta, in lingua tedesca e ladina nella Provincia Autonoma di Bolzano e in lingua slovena nella Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Nel settore postale vanno evidenziati i due francobolli emessi nel 2007 e nel 2008, per i quali è stata adottata un'indicazione bilingue. Alla denominazione italiana si affianca infatti quella di due delle lingue minoritarie tutelate dall'articolo 6 della Costituzione. Si tratta di due valori da 60 centesimi della serie tematica "Regioni d'Italia" Il primo, dedicato al Trentino Alto-Adige è stato emesso il 16 marzo 2007. Il nome italiano della regione è affiancato dal corrispondente tedesco Südtirol. Vi è rappresentato a sinistra il Castel Mareccio, in Bolzano, un antico maniero risalente al XII secolo, a destra il Castello del Buonconsiglio, in Trento, complesso monumentale edificato nel XIII secolo e al centro è evidenziato il profilo della Regione. Il secondo francobollo, dedicato alla Valle d'Aosta, è stato emesso il 23 maggio 2008. Anche in questo caso il nome della regione compare nella doppia denominazione, italiana e francese.Il francobollo rappresenta in basso a destra entro i contorni della regione, il Castel Savoia di Gressoney Saint Jean (AO), villa ottocentesca in stile neogotico e, sullo sfondo, il monte Cervino con un paesaggio tipico delle Alpi Pennine.

 

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Normativa, documenti, bibliografia
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