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Tecnica di compressione e trasmissione dati audio in Rete, creato dal consorzio MPEG e incluso ufficialmente nell'MPEG-4. L'AAC fornisce una qualità audio superiore al formato MP3 con una codifica più compatta. Attualmente viene utilizzato principalmente da Apple tecnicamente viene chiamata MP4.
termine che designa vari tipi di strumenti realizzati con dispositivi molto semplici, come ad esempio palline spostate in scanalature o fatte scorrere su fili metallici (pallottoliere), i quali consentono di eseguire le operazioni aritmetiche elementari in modo immediato. Adottati sin dall'antichità, vengono tuttora utilizzati con sorprendente velocità in Russia e in alcuni paesi orientali.
Interruzione di un'operazione o di un'elaborazione, compiuta da una routine di controllo, da un programma supervisore o da un operatore per impedire che il suo completamento, a causa di un errore logico o di un malfunzionamento dell'apparecchiatura di calcolo possa portare a risultati erronei od inutili.
Caratteristica di sistemi informatici e siti Internet che garantiscono all'utente la massima fruibilità delle funzioni proposte; con l’applicazione di software, tecnologie e linguaggi che agevolano: l’immediatezza d’uso, la percezione del percorso da seguire, la comprensibilità delle funzioni e dei contenuti anche per
favorire coloro che necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari.
Operazione mediante cui si individua un adto, un record o un'entità che appartiene a un file o a un archivio, al fine di poterla utilizzare o cancellare. Questa operazione si serve di tecniche particolari le più conosciute sono l'Indexed Sequential Access Method e il Virtual Sequential Access Method (Vedi ISAM; VSAM; Accesso casuale; Accesso diretto; Accesso sequenziale).
Modalità di accesso alle informazioni contenute all'interno delle memorie di massa o in un archivio che consente una loro rapida individuazione. In particolare può utilizzare un algoritmo che determina gli indirizzi fisici a partire da identificatori o chiavi. L'archivio in cui i singoli record vengono individuati direttamente, senza la necessità di procedere ad un esame completo di tutti i records precedenti, viene chiamato random file.
Modalità di accesso alle informazioni contenute in un dispositivo di memoria che consente di raggiungere direttamente, cioè con operazioni molto rapide, ogni dato, quale che sia la posizione in cui è registrato. Supporti ad accesso diretto sono le memorie centrali e le unità a disco (Vedi DMA).
Modalità di accesso che consente di raggiungere un'informazione contenuta in un dispositivo di memoria, seguendo esclusivamente l'ordine in cui l'insieme delle informazioni è stato registrato. I nastri magnetici e le schede perforate sono un tipico esempio di supporto ad accesso sequenziale.
Tempo necessario per accedere ad un'informazione nella memoria centrale, in una memoria di massa o in un archivio. Può essere dovuto ad operazioni di tipo fisico, come il posizionamento delle testine su un disco, alla lettura o alla riscrittura di dati o all'elaborazione d'informazioni di tipo organizzativo, quali chiavi e puntatori (Vedi Tempo di lettura).
Dispositivo che consente di collegare un terminale o un piccolo elaboratore ad una linea telefonica. Esso presenta un alloggiamento nel quale si può inserire la cornetta di un telefono in modo che i due dispositivi possano colloquiare trasmettendosi suoni di due diverse frequenze corrispondenti ai bits 0 ed 1.
Contrazione di Affirmative aCKnowledgement, carattere ASCII per il controllo della trasmissione delle informazioni. Viene generato da una stazione che ha ricevuto un messaggio per segnalarne la corretta ricezione e per notificare alla stazione trasmittente la disponibilità ad accettare un nuovo invio di segnali.
Sigla ottenuta dalle iniziali delle parole che compongono un'espressione o da una loro parte. L'informatica fa grande uso di acronimi (ALU, BASIC, COBOL, EDP, LSI, TP, WP. ,,,) in quanto la rapida crescita dei suoi strumenti e delle sue applicazioni le impongono d'introdurre frequentemente neologismi e questi, per evitare discorsi prolissi o ambigui, vengono sostituiti da una sigla e in particolare da un acronimo.
Linguaggio di programmazione ad alto livello progettato per conto del Department of Defense degli USA e, in seguito, approvato da numerosi altri organismi pubblici e privati come linguaggio di programmazione standard. Si tratta di un linguaggio piuttosto impegnativo e particolarmente adatto al controllo di processi cooperanti e allo sviluppo di sistemi informativi di grandi dimensioni.
Acronimo di Advanced Encryption Standard, in crittografia, l'Advanced Encryption Standard (AES), conosciuto anche come Rijndael (benché, più propriamente, AES sia una particolare implementazione dell'algoritmo Rijndael), è un algoritmo di cifratura a blocchi utilizzato come standard dal governo degli Stati Uniti d'America. Data la sua sicurezza e le sue specifiche pubbliche si presume che in un prossimo futuro venga utilizzato in tutto il mondo come è successo al suo predecessore, il Data Encryption Standard (DES). È stato adottato dalla National Institute of Standards and Technology (NIST) e dalla US FIPS PUB 197 nel novembre del 2001 dopo 5 anni di studi e standardizzazioni.
Attributo di uno strumento che indica la sicurezza del suo funzionamento. Si può trattare mediante veri modelli di tipo statistico per ricavarne parametri come il tempo medio che intercorre tra due guasti (Vedi MTBF) e indicazioni su accorgimenti che consentono di contenere i rischi della mancata disponibilità dello strumento.
Programma intelligente (software) in grado di effettuare ricerche di informazioni in rete, sulla base degli interessi dell'utente, avendone memorizzato le scelte e costituito il profilo. Ciò comporta un processo automatico in grado di comunicare con altri agenti per svolgere operazioni di raccolta dati.
Acronimo di Artificial Intelligence, intelligenza artificiale. Capacità posseduta da un elaboratore o da un programma di simulare comportamenti umani complessi, come il riconoscimento della situazione nella quale si trova ad operare ed il miglioramento dei criteri decisionali sulla base di quanto sta apprendendo. Il termine, viene anche utilizzato per indicare una vasta area di attività di ricerca e sviluppo volte a migliorare qualitativamente le prestazioni degli attuali elaboratori elettronici. A questo scopo vengono sviluppati appositi linguaggi di programmazione (Vedi LISP), tecniche per l'elaborazione della conoscenza non rigidamente codificate e sistemi in grado di imitare il lavoro degli specialisti (Vedi Sistema esperto). Alla AI afferiscono tecniche di grande complessità (ed oggi anche molto promettenti), quali l'elaborazione dei linguaggi naturali, la robotica, il pattern recognition ed il cognitive modelling.
Termine che in senso stretto denota un grafo connesso e privo di cicli e in senso lato viene usato per indicare vari tipi di schemi ottenuti arricchendo un tale grafo. Gli Alberi consentono di descrivere numerose situazioni e risultano utili in moltissime applicazioni. Consentono di rappresentare processi di progressive suddivisioni di un insieme: quindi permettono di descrivere indagini che consentono di distinguere sempre più finemente le situazioni che si incontrano e i possibili sviluppi in gioco. Essi inoltre fanno da supporto a vari tipi di strutture dati, danno schematicamente il significato operativo delle espressioni algebriche, forniscono la struttura di linguaggi artificiali e naturali.
Costruzione, manipolazione e semplificazione di formule matematiche mediante l'utilizzo di un elaboratore. Queste tecniche attualmente sono molto studiate e già hanno portato alla messa a punto di strumenti software evoluti che cominciano a rendere il calcolatore in grado di sostituire l'uomo in attività di calcolo ben più sofisticate del classico calcolo numerico.
Acronimo di ALGOrithmic Language indicante un linguaggio di programmazione ad alto livello che consente di esprimere, procedimenti di calcolo e di manipolazione di strutture dati. Una prima versione dell'ALGOL, l'ALGOL 60, realizzata da un comitato internazionale guidato da P.Naur, ha avuto una buona diffusione negli anni '60 ed è stata utilizzata soprattutto negli ambienti accademici europei e per la pubblicazione e la discussione di nuovi linguaggi.
Teoria che studia su un piano matematico e logico la natura, le caratteristiche e la classificazione degli algoritmi. In un primo periodo (1920-1940), compito principale della Teoria degli Algoritmi è stata la precisa definizione della nozione di algoritmo; questi studi che sostanzialmente coincidono con la teoria della computabilità, si sono sviluppati nell'ambito delle indagini sui fondamenti della matematica su basi finitistiche ed effettive. I vari modelli di algoritmi proposti (sistemi logistici di Thue e Post, macchine di Turing, lambda-calcolo di Church, funzioni ricorsive di Gödel, algoritmi normali di Post e di Markov) sono risultati sostanzialmente equivalenti. In particolare Church è giunto a congetturare che la totalità dei procedimenti effettivi possono essere eseguiti con macchine di Turing. Negli ultimi anni la Teoria degli Algoritmi si è dedicata ai problemi di riducibilità e di equivalenza tra algoritmi, alla misura della loro complessità in relazione alle apparecchiature che li utilizzeranno ed alla loro classificazione.
Complesso ben definito di istruzioni o di richieste operative che regolano il comportamento di un operatore (meccanico, elettronico o anche umano) per la risoluzione di un problema. Un algoritmo, dovendo poter essere eseguito da un operatore dotato di elevata precisione ma privo di iniziativa, deve avere le seguenti proprietà:
Esempi di algoritmi sono:
Acronimo di Arithmetic-Logic Unit, unità logico aritmetica. Componente fondamentale della CPU di un processore: è costituita da circuiti elettronici incaricati di eseguire i calcoli aritmetici e le operazioni logiche tra operandi che possono risiedere in registri della CPU e nella memoria centrale.
Termine che indica il tipo di sistema operativo, di hardware e di strutture informative con cui una procedura è destinata ad operare, facendo uso delle loro funzionalità ed interagendo con il sistema stesso. Ad. esempio si può parlare di programmi applicativi progettati per un ambiente in cui è prevista la multiprogrammazione, di sistemi informativi destinati ad un ambiente hardware costituito da una rete di files.
Insieme dei dispositivi hardware e software dei quali si può disporre durante lo sviluppo di programmi e procedure. Deve consentire di gestire sia risorse fisiche (memorie, processori, dispositivi periferici, interfacce grafiche, ...), che procedure avanzate per l'editing, la rilevazione degli errori (Vedi Debugger), la documentazione, l'aggiornamento dei programmi e, possibilmente, il controllo integrato delle varie fasi del loro sviluppo (Vedi Software, Ciclo di vita del;Software factory).
Parti del sistema operativo nel cui ambito si sviluppa un programma o una procedura applicativa, che vengono utilizzate o che in determinate circostanze potrebbero interagire con tali prodotti. Può comprendere compilatori o altri traduttori, librerie, programmi di utilità ed anche debuggers e altri software tools.
L'esercizio dell'attivita' di radiodiffusione televisiva in uno o piu' bacini, comunque non superiori a sei, anche non limitrofi, purche' con copertura inferiore al 50 per cento della popolazione nazionale; l'ambito e' denominato «regionale» o «provinciale» quando il bacino di esercizio dell'attivita' di radiodiffusione televisiva e' unico e ricade nel territorio di una sola regione o di una sola provincia, e l'emittente non trasmette in altri bacini; l'espressione «ambito locale televisivo» riportata senza specificazioni si intende riferita anche alle trasmissioni in ambito regionale o provinciale.
Capacità di trasporto delle informazioni di un cavo a fibra ottica, o del doppino di rame del telefono. Generalmente viene espressa in termini di bit per secondo (BPS). Più è grande la larghezza, maggiore è la quantità di informazioni che gli utenti riescono a trasmettere e ricevere nello stesso secondo.
Con l'espressione system analysis si intende l'esame dei compiti che sono assegnati ad un sistema (ancora in fase di progetto, o già operante ma che deve essere modificato) e delle sue caratteristiche funzionali. Ciò al fine di precisare i criteri di progettazione o le modifiche da apportare, perché sia adeguato o potenziato in funzione dei nuovi compiti.
Attributo delle informazioni che vengono rappresentate facendo uso delle misure di una grandezza fisica, quale una tensione elettrica o una frequenza. Questo tipo d'informazione (cioè la misura della sua grandezza) viene utilizzato per rappresentare in modo proporzionale i valori di una seconda grandezza (Vedi Digitale).
Dispositivo che elabora dati rappresentati da segnali elettrici mediante dispositivi detti amplificatori operazionali. Un calcolatore analogico può essere visto come un modello elettronico del sistema che consente di studiare. Questi elaboratori, ora molto meno diffusi dei digitali, vengono impiegati soprattutto nel controllo di processo (Vedi Elaboratore ibrido).
Acronimo di American National Standard Institute, ente governativo statunitense che si occupa della standardizzazione di metodologie, strumenti e prodotti industriali. La sua attività è rivolta in particolare alla precisazione dei linguaggi di programmazione, dei codici, dei supporti di memorizzazione e dei terminali. All'ANSI sono dovuti ad esempio la codifica ASCII e le standardizzazioni del COBOL (ANSI COBOL 74 e 83).
Norme che regolano la concorrenza riguardanti gli accordi e le procedure commerciali anticoncorrenziali nonché gli abusi di posizione dominante.
Gli accordi e le prassi commerciali suscettibili di limitare la concorrenza sono proibiti dalle norme comunitarie antitrust, segnatamente dall'articolo 81 del trattato che istituisce la Comunità europea (TCE). Il divieto riguarda i cartelli (definiti parimenti intese) e le situazioni nelle quali alcune imprese concorrenti si uniscono per limitare la concorrenza, controllando i prezzi, limitando la produzione ovvero spartendosi i mercati. Accordi restrittivi possono peraltro essere a volte autorizzati se presentano più effetti positivi che negativi (accordi che migliorano la produzione, la distribuzione dei prodotti, la promozione del progresso tecnico, ecc.).
Le regole comunitarie antitrust vietano inoltre alle imprese di abusare della loro posizione dominante su un mercato (articolo 82 del TCE). Un'impresa occupa una posizione dominante allorquando detiene una parte importante di un mercato ed è in grado di sottrarsi alla normale concorrenza su tale mercato. In questo caso, a tale impresa viene vietato di sfruttare indebitamente la sua posizione dominante, ad esempio praticando prezzi eccessivi o, inversamente, esageratamente bassi ovvero esercitando discriminazioni fra i partner commerciali.
La Commissione può comminare pesanti ammende alle imprese che partecipano a iniziative commerciali illegali.
A decorrere dal 1maggio del 2004, le norme comunitarie antitrust aggiornate consentono alle autorità nazionali competenti in materia di concorrenza di applicare, al pari della Commissione, le leggi comunitarie vigenti in materia di intese e di abusi di posizioni dominanti.
Darwin è un sistema operativo libero che utilizza il kernel XNU. La prima versione venne presentata nel 2000 da Apple Computer e tuttora viene sviluppato dalla società con la collaborazione con gli sviluppatori che aderiscono al progetto OpenDarwin. Darwin è il cuore del sistema operativo Mac OS X.
Differenza tra il valore di una grandezza che viene calcolata o misurato con un procedimento non completamente preciso ed il valore teorico che potrebbe essere individuato mediante operazioni assolutamente precise. Nelle elaborazioni numeriche più impegnative deve essere controllata con tecniche specifiche.
Sistema hardware/software per la connessione di più elaboratori di differenti marche e modelli. Attualmente viene realizzato mediante l'adozione di interfacce di comunicazione specializzate (Vedi Gateway). Per ovviare a queste limitazioni, l'ISO ha studiato una serie di specifiche standard per le modalità di connessione dei diversi sistemi denominato OSI.
Insieme di informazioni, organizzate in modo unitario (e possibilmente omogeneo) che riguardano un determinato settore disciplinare, uno specifico problema o un'organizzazione complessa. Il termine viene utilizzato in particolare per un insieme di informazioni che sono state organizzate e memorizzate in modo permanente sulla memoria di massa di un elaboratore che pernette, tra l'altro, una loro semplice ricerca per mezzo di opportuni programmi (Vedi Base dati; File).
In informatica, parte di una funzione, di un'istruzione o del richiamo di un sottoprogramma che fornisce elementi su cui la funzione, l'istruzione o il sottoprogramma richiedono di operare. Un argomento può essere costituito da una costante, da una variabile, da un'espressione, da un'altro sottoprogramma o anche da una struttura informativa. Può essere di tipo numerico, logico, simbolico, oppure costituire un indirizzo di memoria. Un argomento può essere infine indicato da un valore, un nome o un indirizzo (Vedi Chiamata).
Insieme di dati organizzati in una sequenza (array monodimensionale), in una tabella o matrice (array bidimensionale), in un parallelepipedo (array tridimensionale) o in una analoga struttura informativa di tipo cartesiano a più dimensioni. Le componenti di un array sono individuate dall'identificatore dell'insieme di dati nel suo complesso, seguito da un numero di indici pari alla sua dimensione.
In memoria le componenti di un array sono disposte consecutivamente. Tutti i linguaggi di programmazione di un certo livello consentono di operare su array (Vedi Tipo).
Operazione, eseguita da un elaboratore, che consiste nel sostituire un numero r con un altro numero r', costituito a sua volta da un determinato numero s di cifre significative, minore di quelle consentite dalla macchina, e che tra quelli con s cifre approssimi maggiormente r. Se r' > r si parla di arrotondamento per difetto o troncamento; in caso contrario si parla di arrotondamento per eccesso.
Linguaggio definito in funzione di un determinato scopo. Viene realizzato facendo uso degli strumenti della teoria dei linguaggi formali o mediante procedimenti algoritmi (Vedi Algoritmo). I linguaggi artificiali sono in contemporanea ai linguaggi naturali e comprendono i linguaggi applicati all'informatica, come i linguaggi di programmazione, per l'interrogazione di archivi, per la descrizione dei dati, per il controllo di testi, per la elaborazione di immagini, per il controllo delle macchine (utensili in particolare) e per il controllo dei jobs (Vedi JCL).
Acronimo di Autonomous System, sistema autonomo, in riferimento ai protocolli di routing, è un gruppo di router e reti sotto il controllo di una singola e ben definita autorità amministrativa. Un'autorità amministrativa si contraddistingue sia per motivi informatici (specifiche policy di routing), sia per motivi amministrativi. Esempio di sistema autonomo può essere quello che contraddistingue gli utenti di un unico provider oppure, più in piccolo, quello che costituisce la rete interna di un'azienda. All'interno di un sistema autonomo i singoli router comunicano tra loro, per scambiarsi informazioni relative alla creazione delle tabelle di instradamento, attraverso un protocollo IGP (Interior Gateway Protocol). L'interscambio di informazioni tra router appartenenti a sistemi autonomi differenti avviene attraverso un protocollo BGP.
Acronimo di American Standard Code for Information Interchange che denota un codice definito dall'ANSI ed utilizzato per la trasmissione delle informazioni, sia tra stazioni remote che tra i diversi dispositivi di cui è composto un elaboratore. Consente di esprimere con 7 bits 96 caratteri visualizzabili e 32 caratteri di controllo: solitamente i 7 bits sono preceduti da un bit nullo che viene impiegato per il controllo di parità. E' sicuramente il codice più diffuso, soprattutto per le apparecchiature medio-piccole, e la sua popolarità favorisce il collegamento tra apparecchiature di diversa provenienza.
Termine che si riferisce a tecniche per la trasmissione dei dati, nonché (metonimia) ad apparecchiature periferiche, in cui ogni messaggio è preceduto e seguito da appositi segnali (caratteri di start/stop) che ne consentono il riconoscimento. Per questi motivi la trasmissione asincrona risulta più lenta ed onerosa, ma più flessibile, di quella sincrona in quanto la temporizzazione dei segnali trasmessi non costituisce un'operazione critica.
In informatica, istruzione che descrive l'operazione fondamentale nell'elaborazione automatica dei dati, che consiste nell'associare un nuovo valore (numerico, logico, simbolico, di indirizzo, ecc...) ad una variabile o ad un registro,in sostituzione del valore assunto in precedenza.
Linguaggio di programmazione di tipo simbolico e di basso livello. La maggior parte delle sue istruzioni costituisce la trascrizione simbolica di un'istruzione del linguaggio della macchina con cui si opera: il codice operativo dell'istruzione viene sostituita da una sigla che indica l'operazione da compiere; gli indirizzi dei dati da elaborare e delle occorrenze delle istruzioni vengono espressi da etichette scelte dal programmatore. Per questo motivo il linguaggio assemblatore viene usualmente chiamato linguaggio simbolico e risulta molto più facile da comprendere e da trattare del linguaggio della macchina.
Programma che effettua la traduzione dei moduli di programma redatti nel linguaggio simbolico della macchina con cui si opera, in moduli oggetto scritti nel corrispondente linguaggio binario. Alcuni programmi assemblatori (absolute assemblers) producono programmi eseguibili che fannoriferimento esclusivamente ad indirizzi assoluti; altri producono moduli oggetto rilocabili, che fanno cioè riferimento ad indirizzi relativi ed allocabili in diverse zone di memoria. Questi ultimi, comunque, per produrre un programma eseguibile, devono essere sottoposti ad un loader (Vedi Macroassemblatore; Programma oggetto).
Acronimo di Asynchronous Transfer Mode, tecnologia di rete (connection oriented) basata sul trasferimento di dati in pacchetti di dimensioni fissate (celle). Tali dimensioni risultano piccole paragonate a quelle utilizzate in tecnologie differenti permettendo così la trasmissione di dati, immagini e audio senza che nessun singolo tipo di dati monopolizzi la linea.
Particolare tipo di formato per la riproduzione di suoni su Internet che permette di ascoltare un file non appena viene selezionato senza essere ancora completamente scaricato dalla rete.
Attività o metodologia con la quale viene affidato a dispositivi automatici l'intero svolgimento di una procedura o almeno una sua parte rilevante. In genere il termine viene utilizzato per indicare l'automazione delle attività industriali, mentre per quelle gestionali viene impropriamente impiegato il termine meccanizzazione.
Servizio automatico di risposta, applicato a una casella di posta elettronica, in grado di inviare un messaggio predeterminato ad ogni ricezione di e-mail.
L'abilitazione che conferisce ad una impresa diritti e obblighi specifici per il settore delle telecomunicazioni e che consente alla medesima di fornire servizi di telecomunicazioni e, se del caso, di installare e di gestire reti di telecomunicazioni per la fornitura di siffatti servizi.
Un'autorizzazione che, indipendentemente dal fatto di essere regolata da una disciplina per categoria o da una normativa generale e di prevedere o meno una registrazione, viene ottenuta su semplice denuncia di inizio attività opera mediante l'applicazione dell'istituto del silenzio assenso.
Livello di conoscenza di un prodotto o di una marca da parte del pubblico. Su Internet, in genere si incrementa mediante estese campagne banner o sponsorizzazioni che ripetono il logo dell'azienda o di un suo prodotto, sviluppando di conseguenza il ricordo di tale logo da parte del visitatore.