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Gestione elettronica di tutte le principali attività di un’azienda. Una gestione che coinvolge anche partner, fornitori e clienti. Con il controllo automatizzato dei processi aziendali si può monitorare ogni tipo di attività (distribuzione, vendite, acquisti ecc.), fino a creare collegamenti fra le varie aree e i diversi uffici, che possono così interagire tra loro evitando ai singoli responsabili siano costretti a incontrarsi di persona.
Matematico e tecnologo inglese che ideò, ed in parte costruì, facendo uso di dispositivi esclusivamente meccanici come ingranaggi e schede perforate, alcuni esemplari di macchine per il calcolo automatico (difference engine, analytical engine), che possono essere considerate come i precursori degli odierni elaboratori.
Reti ad alta velocità che collegano gli host più potenti e che veicolano la maggiore quantità di informazioni. Letteralmente "spina dorsale", è una grossa linea di connessione che è interconnessa con linee più piccole, e che serve per trasferire efficacemente dati a distanza. In una rete locale, la backbone è una linea o un insieme di linee che servono per connettere parti di rete a grandi distanze. In Internet è un insieme di percorsi tra nodi che permettono interconnessioni a lunga distanza a reti locali e regionali.
Porta di accesso non autorizzata sulla rete Internet. Programma con particolari caratteristiche che permette di accedere alla macchina dall'esterno con privilegi di amministratore, senza che nessun altro utente se ne accorga. Talvolta un virus, altera il funzionamento della backdoor, permettendo ad utenti esterni di accedere ad un computer per danneggiarlo o compiere atti di pirateria.
Termine utilizzato nella programmazione in tempo reale (Vedi Tempo reale, Elaborazione in) per indicare programmi e processi che hanno un basso livello di priorità nell'allocazione delle risorse necessarie alla loro esecuzione. Essi possono essere quindi eseguiti negli intervalli di tempo in cui operano i programmi in foreground.
Metalinguaggio spesso abbreviato con BNF, avente come scopo la presentazione della sintassi dei linguaggi di programmazione. Equivale alla presentazione delle produzioni di una grammatica context-free. Si serve di terminali, cioè di caratteri costituenti le stringhe del linguaggio, e di categorie sintattiche identificate da espressioni racchiuse tra < e >, i cui valori sono stringhe. La definizione di una categoria sintattica viene ottenuta facendo seguire ad essa il segno ::= ed un'espressione contenente terminali, categorie sintattiche e segni di alternativa |. Il Formalismo di Backus-Naur è stato sviluppato per la definizione dell'ALGOL e viene utilizzato, con alcune varianti, per frammenti di molti linguaggi artificiali.
Raccolta di informazioni che riguardano una disciplina o un'organizzazione complessa, strutturate con criteri omogenei e memorizzate su supporti elettronici, in modo che sia possibile ricavarne comodamente informazioni richieste da varie applicazioni. Possono essere classificate sulla base del contenuto, in due grandi categorie:
esse contengono pertanto informazioni che indicano solo ove reperire quanto ricercato.
In genere il termine si riferisce a raccolte di dati più vaste di quelle indicate dal termine archivio e per le quali non è richiesta necessariamente una struttura unitaria come quella che si presume in una base dati. L'impegno richiesto per la costituzione, l'aggiornamento e la gestione di una banca dati ha portato alla costituzione di organismi che si occupano specificamente di esse, e che in genere operano a livello internazionale (Vedi Fornitori di informazioni).
Termine che fa riferimento alla trasmissione di segnali che non vengono modulati su una portante. Al contrario di quanto avviene nella trasmissione in banda larga, il canale trasmissivo rimane unico e viene condiviso tra i vari apparati mediante tecniche a controllo di contesa (Vedi Rete; CSMA).
Attributo che si riferisce ai mezzi trasmissivi (generalmente cavi coassiali) che utilizzano una banda compresa tra 10 e 310 Mhz. La tecnologia utilizzata, del tutto simile a quella impiegata per le trasmissioni TV via cavo, consente di trasmettere voce, immagini e dati sul medesimo mezzo trasmissivo, ma a diverse frequenze: è grazie a questo accorgimento che le reti locali utilizzanti la banda larga vengono dette reti multifunzionali.
Capacità di trasporto delle informazioni, generalmente espressa in bit per secondo. Maggiore è la larghezza, maggiore è il numero degli utenti che potrà supportare, e maggiori saranno le quantità di informazioni che quegli utenti riusciranno a trasmettere e ricevere.
Insieme, anche molto esteso, di informazioni di diverso tipo che fanno riferimento ad uno specifico settore di conoscenza o ad una determinata organizzazione. Questi dati sono organizzati secondo precisi criteri e mediante precise strutture informative, per poter essere consultati, aggiornati ed eventualmente ristrutturati per mezzo di procedure organizzate in modo unitario che consentono la definizione di diverse strategie di ricerca, sia in funzione del tipo di dati da trattare, sia delle specifiche esigenze degli utenti. Ciò che caratterizza una base dati rispetto agli usuali archivi su disco sono l'unicità e la generalità: al contrario di quanto accade con le soluzioni procedurali, ogni volta che si decide di automatizzare la soluzione di un problema, non è necessario creare - oltre ai programmi applicativi - nuovi archivi contenenti informazioni nuove o già presenti in altri archivi e opportunamente riorganizzate. In questo modo si ha un unico archivio integrato, che contiene i dati relativi a diverse applicazioni, la cui struttura è indipendente dai vari programmi applicativi che vi accedono. Tale soluzione presenta svariati vantaggi: tra questi, una non ridondanza dei dati e la mancanza di duplicazione degli stessi (dovuta alla unicità dell'archivio); l'indipendenza dei dati dai programmi; l'immediata propagazione degli effetti di ogni aggiornamento dei dati (in quanto i dati non sono duplicati e sono in relazione: nell'approccio procedurale, invece, ogni aggiornamento andrebbe ripetuto su tutti gli archivi esistenti); la possibilità di accedere alle informazioni tramite chiavi di accesso.
L'indipendenza della struttura fisica dei dati (ovvero il modo in cui sono registrati sulla memoria di massa) dalla struttura logica (ovvero il modo in cui i dati sono strutturati e vengono visti dai programmi) viene realizzata per mezzo dell'utilizzo di un software di gestione, detto DBMS, che fa da tramite tra utenti, sistema operativo e base dati.
L'aspetto globale del data base viene descritto in uno schema, gli aspetti che interessano le singole applicazioni vengono descritti in subschema. Dal punto di vista della struttura delle informazioni, si distingue in genere tra tre modelli di data base:
Un ruolo importante nelle organizzazioni che utilizzano grosse base dati viene assunto dal data base administrator, cioè dalla persona responsabile della loro organizzazione e gestione. In particolare egli si occupa delle modifiche strutturali agli archivi, delle procedure di protezione e della documentazione generale.
Base dati allocata su più files, gestiti su diversi elaboratori anche distanti tra di loro, ma collegati in rete. Viene organizzata in modo da poter essere aggiornata e consultata come se fosse un unico archivio omogeneo di grandi dimensioni. Questo tipo di organizzazione risulta più conveniente quando ogni elaboratore della rete effettua un numero di accessi ai propri dati maggiore di quelli effettuati sugli altri computers (Vedi Sistema distribuito).
Archivio di regole che consentono di operare su insiemi di conoscenze, per trasformarle e ricavarne strategie operative, mediante l'utilizzo delle tecniche dell'intelligenza artificiale (Vedi AI). Caratteristiche fondamentali delle basi di regole sono l'estendibilità e la modificabilità.
Acronimo di Beginner's All-purpose Symbolic Instruction Code che denota un linguaggio procedurale di facile apprendimento ed impiego, sviluppato nel 1964 presso Dartmouth College da J. Kemeny e T. Kurtz per essere utilizzato in modo interattivo, sotto il controllo di un interprete. Grazie alla sua semplicità sintattica e strutturale, risulta possibile mettere a punto un suo interpretatore ed imparare ad usarlo in breve tempo. Per questi motivi esso è stato il linguaggio di programmazione più diffuso; presentava alcuni limiti operativi che lo rendevano poco adatto ad applicazioni sofisticate ed allo sviluppo di programmi molto estesi.
Metodo per trasmettere più file con una sola attivazione del protocollo di trasmissione, offerto dai protocolli più recenti.
Modalità per l'elaboarzione di più programmi da parte di un sistema di calcolo mediogrande, secondo la quale ogni programma viene trattato dall'unità centrale solo quando questa ha concluso l'elaborazione di un programma caricato in precedenza. Con il batch processing ed utilizzando tecniche di spooling, è possibile sovrapporre le elaborazioni richieste dai programmi via via presentati all'elaboratore con operazioni di lettura di programmi e di dati e con operazioni di emissione di risultati (Vedi Time sharing; Real time processing).
Disco rimovibile alloggiato in un particolare involucro nel quale viene fatto circolare un flusso costante di aria che crea una zona di pressione negativa sopra la testina, in modo che questa sia tenuta stabilmente ad una piccolissima distanza dalla superficie magnetizzabile (5 milionesimi di pollice). Questa tecnologia consente densità di registrazione molto più elevate di quelle dei floppy disks e velocità di rotazione del disco 10 volte superiori, con evidenti vantaggi nella velocità di trasferimento delle informazioni.
Sistema di numerazione posizionale basato sulle due sole cifre 0 ed 1. Le cifre della rappresentazione binaria di un numero che si incontrano esaminandola da destra a sinistra sono i coefficienti delle successive potenze crescenti di 2. Ad es. 10100101 è l'equivalente binario del numero decimale 128+32+4+1=165, mentre 1101.101 equivale a 13,625=8+4+1+0,5+0,125
Acronimo di Binary digIT, cifra binaria. Si tratta della unità elementare d'informazione del sistema binario, cioè in grado di assumere solo i valori 0 e 1. Questi ultimi sono ottenuti facendo uso di dispositivi che possono presentare due differenti situazioni di magnetizzazione, con circuiti elettronici bistabili, con circuiti elettrici (aperto=non passa corrente=0, chiuso=passa corrente=1) e con la presenza (1) o l'assenza (0) di perforazione in schede o nastri di carta.
Mediante sequenze di bits si possono rappresentare tutte le informazioni discrete e, con un certo grado di approssimazione, tutti i valori reali.
Gli odierni elaboratori elettronici operano su queste rappresentazioni delle informazioni e sono dotati di dispositivi in grado di operare con grandissima efficienza su sequenze di bit.
Raggruppamento di più records logici, o più raramente di loro porzioni, in un cosiddetto blocco o record fisico su un supporto per la memorizzazione d'informazioni (tipicamente un supporto magnetico). Questa operazione consente di rendere più veloci e/o meno soggette ad errori le operazioni di input/output.
Nuovo standard di trasmissione wireless, con una tecnologia basata sulla connessione via onde radio. Si tratta di una tecnologia affidabile, veloce (1Mbit/s), a basso consumo ed estremamente portatile. Con questa tecnologia PC, cellulari, palmari, agende elettroniche e tutti i vari dispositivi mobili potranno scambiarsi dati anche senza una connessione diretta via cavo.
Chip costituito da materiale particolare nel quale si possono generare zone sferoidali magnetizzate, le bolle, in grado di registrare informazioni di natura binaria. La presenza di una bolla rappresenta il valore 1, mentre la sua assenza indica lo zero. Le memorie a bolle presentano il vantaggio di non essere volatili, di consentire elevate densità di registrazione e di non richiedere apparecchiature meccaniche di lettura/scrittura.
Sistema algebrico che consente di elaborare valori di verità (vero, falso) che si riferiscono ad eventi, ad informazioni, ad enunciati ed a rapporti logici che intercorrono tra tali entità. Le elaborazioni relative all'algebra booleana possono essere effettuate attraverso dispositivi binari (di natura circuitale o software), grazie alla completa equivalenza tra valori di verità ed operatori booleani da una parte, e bits ed operazioni binarie dall'altra. L'importanza applicativa dell'algebra booleana discende dalla possibilità di esprimere in termini booleani composizioni d'insiemi individuati con relazioni fra entità che possono essere controllate dall'elaboratore, tipicamente nell'ambito di una base dati (Vedi Commutazione, Teoria della).
Studioso inglese di Logica e Matematica che, con la sua opera, ha chiarito come i simboli che esprimono determinate operazioni possono venire considerati separatamente dal loro significato ed essere quindi oggetto di operazioni autonome. Ha avviato l'algebrizzazione della logica e dell'insiemistica, introducendo le nozioni che rendono possibile l'elaborazione automatica dei valori di verità.
Contrazione della parola "bootstrap" che si riferisce al procedimento con cui un computer carica in memoria il proprio sistema operativo. Effettuare un reboot significa riavviare il computer dopo un crash, sia utilizzando un warm reboot (quando si premono i tasti Ctrl-Alt-Canc), sia utilizzando un cold reboot quando si preme il tasto Reset oppure si spegne e riaccende il computer.
Protocollo di rete UDP usato da un client per ottenere il proprio indirizzo IP in maniera automatica. Opera di solito nel processo di avvio dei computer o del sistema operativo. Il server BOOTP assegna l'indirizzo IP da una lista di indirizzi ad ogni client con un termine di durata
Complesso delle operazioni che consentono l'avviamento di un elaboratore. Un tempo veniva richiesto da una breve sequenza d'istruzioni introdotte manualmente dalla console, la quale provvedeva a caricare da una memoria di massa le routines di base del sistema operativo. Ora queste operazioni vengono governate da apposite memorie ROM con la semplice pressione di un tasto o in conseguenza dell'accensione del sistema.
Attributo che si riferisce al modo di effettuare l'analisi o la costruzione di un sistema, di una struttura informativa, di una procedura o di un progetto, procedendo dalle componenti più minute alle più composite. Esso fa riferimento alla raffigurazione delle componenti del sistema su differenti livelli che indicano una gerarchia operazionale. In particolare il termine si riferisce ad operazioni compiute su strutture ad albero: se queste rappresentano raffinamenti successivi, le manovre di tipo bottom-up dapprima si preoccupano di definire le situazioni locali, e quindi allargano la loro azione, collegando componenti sempre più estese, sino a dare un assetto definitivo al tutto (Vedi Top-Down).
Acronimo di Bits Per Inch indicante l'unità di misura della densità di registrazione su nastro magnetico. Indica il numero di posizioni che possono essere registrate in un pollice con riferimento ad una traccia. Poichè la maggior parte dei nastri magnetici presenta 9 tracce (cioè si può registrare un byte per posizione), BPI solitamente va interpretato come Bytes Per Inch.
Punto di un programma in cui un'istruzione o una particolare condizione provocano l'interruzione della normale sequenza delle operazioni e l'eventuale back up delle informazioni elaborate sino a quell'istante in una specifica area di memoria (breakpoint area), per consentire l'effettuazione di operazioni quali la presentazione o la stampa di informazioni, sino all'arrivo di un segnale esterno che autorizza la ripresa dell'elaborazione.
(Forza Bruta) Il metodo "forza bruta" è un algoritmo di risoluzione di un problema che consiste nel verificare tutte le soluzioni teoricamente possibili fino a che non si trova quella effettivamente corretta. Il metodo è anche noto come ricerca esaustiva della soluzione. Il suo principale fattore positivo è che porta sempre a trovare la soluzione corretta, ma è anche vero che è sempre la soluzione più lenta o dispendiosa; viene utilizzato come ultima risorsa sia in crittanalisi che in altre parti della matematica solamente in quei casi dove sia l'unica soluzione conosciuta e quindi anche la migliore
Area di memoria utilizzata per registrare temporaneamente informazioni che sono in corso di trasferimento da una unità o da una zona di memoria ad un'altra (tipicamente CPU e periferiche), tra due processi o da un nodo di una rete ad un altro (in questo caso si parla di commmunication buffer). Un buffer ha la funzione di compensare le diverse velocità operative dei dispositivi o dei processi interessati; consente inoltre di attendere il verificarsi di eventi che possono condizionare il trasferimento dei dati. In particolare i caratteri immessi attraverso una tastiera prima che venga premuto il tasto Return o Enter ed i caratteri emessi da una stampante, spesso transitano in un buffer.
Dispositivo che connette lo scambio d'informazioni tra diverse apparecchiature elettroniche. E' costituito da un solo conduttore sul quale tutte le apparecchiature collegate inviano segnali elettrici che contengono un'indicazione dell'unità o dell'area di registrazione alla quale sono designati. Talora si distinguono un data bus sul quale vengono inviate le informazioni da trasmettere ed un address bus sul quale vengono inviati gli indirizzi ai quali quelle sono destinate. In genere costituisce un'alternativa vantaggiosa, per costo e flessibilità d'uso, ad una rete d'interconnessioni dedicate tra le diverse apparecchiature.
Esempi di bus sono: XT, AT, PCI, AGP, I²C,MBUS,PROFIBUS, Modbus,CAN e LIN.
Attività e procedure che hanno lo scopo di presentare su videoterminali, stampanti o plotters che evidenziano i risultati di elaborazioni gestionali. Scopo della business graphics è quello di predisporre strumenti caratterizzati da un'alta interattività, da facilità d'uso e dall'integrazione con i sistemi informativi centralizzati che consentano di utilizzare grafici per individuare tendenze economiche, controllare la produzione, decidere strategie commerciali, ...
Informazione trattata come elementare nella maggior parte dei processi di trasmissione tra i dispositivi di un elaboratore, oppure tra elaboratori, unità periferiche e nodi di una rete. generalmente il termine viene considerato equivalente ad ottetto binario, cioè a sequenza di otto bits. Questa unità di informazione consente di rappresentare un carattere, un numero intero (compreso tra -128 e 127 oppure tra 0 e 257) o una coppia di decimali. Il termine byte viene oggi anche considerato sinonimo di character.
Multipli: