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Linguaggio di programmazione ad alto livello sviluppato presso i Bell Laboratories da K. Thompson e D. Ritchie nel 1972/73. Dotato di strutture di controllo efficienti, permette di redigere programmi notevolmente concisi, ma di non facile interpretazione. Esso ha il pregio di controllare agevolmente sia elaborazione molto dettagliato (quasi a livello di assembler), sia procedure molto estese; risulta particolarmente adatto per elaborazioni su strutture informative e su testi. Il sistema operativo UNIX viene scritto quasi interamente con questo linguaggio.
Entità che rilascia certificati a terzi.
Entità firmataria dei certificati digitali, dei quali gestisce il ciclo di vita (emissione, pubblicazione, sospensione, revoca).
"Ente di Certificazione", "Ente Certificatore", "Società di Certificazione": "soggetto pubblico o privato che gode della fiducia di tutti gli utenti che operano nel sistema, effettua la certificazione, rilascia il certificato della chiave pubblica, lo pubblica unitamente a quest''ultima, pubblica ed aggiorna gli elenchi dei certificati sospesi e revocati " (D.P.R. 28/12/2000, n.445).
Dispositivo di memoria con una elevata velocità di accesso (qualche nanosecondo) e di dimensioni contenute (alcuni KB), utilizzato da CPUs di elevate prestazioni per trasferirvi blocchi d'informazioni che saranno oggetto di successive elaborazioni. In questo modo esse verranno elaborate a velocità molto maggiori di quelle consentite dalla normale memoria centrale. La gestione di questa memoria viene affidata a routines specifiche o ad apposite istruzioni e risulta del tutto trasparente ai programmi applicativi.
Acronimo di Computer Aided (Assisted) Design, progettazione assistita dal calcolatore. Attività concernente la definizione di progetti industriali mediante l'utilizzo dell'elaboratore. Più in particolare riguarda la produzione di disegni tecnici che raffigurano i prodotti e le macchine, e di schemi grafici che illustrano i processi di produzione. I grafici vengono generalmente ottenuti servendosi di procedure di calcolo che definiscono quantitativamente i parametri dei prodotti stessi in relazione ai loro requisiti e sulla base di specifici modelli matematici. Un'attività CAD evoluta richiede strumenti grafici interattivi, attraverso i quali il progettista può ottenere con tempestività indicazioni sui risultati delle scelte effettuate a partire delle specifiche del progetto (Vedi CAM).
Acronimo di Computer Aided (Assisted) Instruction, istruzione assistita dal calcolatore. Modalità d'utilizzo di un elaboratore e di eventuali periferiche particolari (video a colori, video nastro, video disco), finalizzata alla presentazione guidata di materiale didattico ed alla verifica conversazionale del grado di apprendimento delle nozioni presentate (Vedi Linguaggio autore).
Macchina in grado di effettuare calcoli aritmetici sulla base di operazioni impostate per mezzo di una tastiera. Le prime calcolatrici meccaniche ed elettromeccaniche erano in grado di effettuare solo le quattro operazioni aritmetiche. Quelle odierne utilizzano circuiti elettronici e consentono spesso di eseguire operazioni più complesse quali estrazioni di radici, esponenziazioni, calcoli di logaritmi e di funzioni trigonometriche.
Acronimo di Computer Aided (Assisted) Manufacturing, processo di produzione (fabbricazione) assistita dal calcolatore. Attività riguardante l'utilizzo del calcolatore per controllare i processi di fabbricazione di prodotti industriali. In particolare si serve di grafici manipolati in modo interattivo e si ricollega al CAD.
Gruppo di posizioni contigue all'interno di un record destinato a contenere un'informazione che assume un preciso significato all'interno di una procedura e che riguarda una determinata categoria di dati. Generalmente un campo contiene il valore di un attributo o di un'entità che appartiene ad un archivio. Per metonimia con questo termine s'intende anche l'informazione contenuta in una porzione di un record.
Dispositivo attraverso cui vengono trasferite informazioni tra i diversi componenti di un elaboratore o tra questi e le linee di comunicazione con l'esterno. Il trasferimento può essere di tipo seriale (quando viene trasferita una cifra binaria per volta) o parallelo (quando più bits vengono trasmessi contemporaneamente).
Supporto per la memorizzazione di informazioni costituito da un involucro contenente un nastro magnetico di piccole dimensioni, di modeste prestazioni (velocità di trasferimento sul Kbaud e capacità di alcuni KB) ma di costo limitato e, una volta, di grande diffusione (alcuni tipi di cassette possono essere lette e registrate anche dai normali mangianastri).
Il cavo coassiale ha al suo centro un singolo conduttore di rame ( detto anima). Uno strato di plastica garantisce l'isolamento tra il centro del conduttore ed uno schermo di metallo intrecciato (maglia). Lo schermo di metallo aiuta a bloccare le interferenze. Il segnale viaggia come campo elettromagnetico tra l'anima e la maglia
Acronimo di Comitè Consultatif Internationale de Telegraphie et Telephonie, Comitato Consultivo Internazionale per la Telegrafia e la Telefonia Organismo internazionale con sede a Ginevra preposto alla definizione degli standards nella telecomunicazione. Dal 1° marzo 1993 il nome è cambiato in ITU-T, ossia una delle quattro componenti permanenti dell'ITU (vedi), la sigla francofona è "Comité Consultatif International de Télégraphique et Téléphonique" .
L'accesso multiplo a divisione di codice è una tecnica di accesso, da parte di più sorgenti di informazione, allo stesso canale di trasmissione, tramite l'impiego della stessa banda di frequenze, che consiste nell'associare all'informazione trasmessa da ciascuna di queste sorgenti, un codice che la identifichi univocamente rispetto a tutte le altre e che permetta ad un ricevitore, di estrarre selettivamente l'informazione associata a ciascuna di esse. È una tecnologia alla base del funzionamento dei telefoni cellulari di terza generazione ("3G"), che funzionano secondo lo standard UMTS. La tecnologia CDMA presenta numerosi vantaggi rispetto alle antecedenti FDMA e TDMA (Accesso a divisione di Frequenza e Tempo rispettivamente), utilizzate dai cellulari GSM (seconda generazione, "2G"), tra i quali ad esempio una maggiore velocità di trasmissione dati.
Acronimo di Compact Disk ROM. Unità in grado di leggere compact disks utilizzati, non per registrare musica ma informazioni digitali. Tali informazioni vengono incise permanentemente mediante un raggio laser sulla superficie di un disco ricoperto di materiale fotoricettivo mediante un processo di masterizzazione e stampaggio. In questo senso il CD-ROM rappresenta una memoria ottica che può essere solo letta e che consente di raggiungere capacità molto elevate (centinaia di MB) con costi molto contenuti. Grazie a queste sue caratteristiche e l'affidabilità del supporto, il CD-ROM è divenuto la memoria ideale per tutte quelle applicazioni che richiedono disponibilità di grandi quantità di dati non soggetti a modifiche.
Associazione senza fine di lucro costituita nel 1909, che ha tra l’altro lo scopo di stabilire i requisiti che devono avere i materiali, le macchine, le apparecchiature e gli impianti elettrici affinché rispondano alle regole della buona elettrotecnica, e i criteri con i quali detti requisiti debbono essere controllati. La legge italiana (Legge 186/1968) impone che le apparecchiature e gli impianti elettrici siano eseguiti a "regola d'arte" e contestualmente definisce "a regola d'arte" le apparecchiature e gli impianti realizzati secondo le norme emanate dal CEI. È consuetudine dichiarare che un impianto eseguito secondo norme CEI essendo a regola d'arte è anche a norma di legge.
Comitato Europeo di Normazione, fondato nel 1961 che ha lo scopo di armonizzare e produrre norme tecniche europee (EN) in collaborazione con enti nazionali e sovranazionali quali per esempio l'ISO. Il CEN lavora in accordo con le politiche dell'Unione Europea e dell'EFTA per favorire il libero scambio, la sicurezza dei lavoratori e dei consumatori, la protezione dell'ambiente, eccetera. Gli standard europei prodotti dal CEN sono obbligatoriamente adottati dai singoli paesi europei dall'organismo nazionale corrispondente (in questo caso l'UNI) che ne cura la versione nella propria lingua ufficiale.
Ambiente di lavoro che comprende un impianto per l'elaborazione automatica dei dati, il personale operativo necessario al suo funzionamento e coloro che svolgono attività di analisi e programmazione. In una organizzazione complessa ha il compito di centralizzare i servizi e le procedure di trattamento delle informazioni.
Un certificato digitale è un documento elettronico che associa l'identità di una persona ad una chiave pubblica. Viene emesso da una autorità di certificazione riconosciuta secondo standard internazionali (X.509) e viene firmato con la chiave privata dell'autorità. Gli enti che fanno da autorità devono sottostare a regole rigidissime per quanto riguarda la gestione dei dati personali, pertanto si possono considerare sicuri
Luoghi d'incontro virtuali tra utenti Internet, i quali possono comunicare tra loro in tempo reale (chattare) utilizzando messaggi di testo o immagini. Tutto ciò che viene digitato sulla tastiera da un utente compare sul video degli altri utenti connessi in quel momento, i quali possono intervenire nella conversazione sempre mediante tastiera.
In informatica, punto nel quale si ha l'arresto di una procedura per controllare lo stato delle elaborazioni al fine di evitare elaborazioni onerose in presenza di errori o di chiarire in quale modo si sviluppa una operazione complessa. Successivamente le elaborazioni potranno essere riprese oppure interrotte con l'intervento di una apposita routine che riproduce su memoria di massa tutti i programmi e i dati corretti, in modo che le elaborazioni possano essere riprese in tempo differito (Vedi Recovery and restart).
Manovra che consiste nel passaggio del controllo dell'esecuzione ad un sottoprogramma. A questo viene fornita una sequenza di valori particolari detta elenco degli argomenti attuali del sottoprogramma (argument list) da associare ai suoi parametri formali, ovvero ai suoi argomenti dummy. Viene effettuata una particolare sequenza di istruzioni detta sequenza di chiamata (calling sequence) che di solito si serve di dispositivi dedicati (in particolare di uno stack) e che deve preoccuparsi degli argomenti del richiamo e del punto del modulo chiamante al quale far ritornare il controllo al termine dell'esecuzione del sottoprogramma. I diversi argomenti di un richiamo possono differire nel tipo e nelle modalità secondo le quali vengono associati ai parametri formali. Si dice che un argomento viene chiamato per indirizzo (call by address) nel caso in cui il suo indirizzo viene passato al corrispondente parametro formale. Si parla di richiamo per nome (call by name) quando l'argomento attuale, costituito da un nome o da una espressione sostituisce il parametro formale in tutte le sue occorrenze nel testo del sottoprogramma. Si ha invece richiamo per valore (call by value) quando il valore dell'argomento attuale, costituito da una variabile, viene assegnato alla variabile interna che costituisce il parametro formale: il valore di una variabile chiamata per valore non può quindi essere modificato. Analogo è il richiamo per risultato (call by result), relativo ad un argomento attuale dato da un'espressione, comunque complessa: il suo valore viene calcolato e successivamente riprodotto nella variabile interna che costituisce il parametro formale. si parla di richiamo per riferimento (call by reference) quando l'argomento attuale è il nome di un array o una sua componente e fornisce il proprio indirizzo come posizione iniziale dell'array che costituisce il parametro formale.
Parametro usato quando si eseguono operazioni di crittografia (codifica, decodifica, HMAC, firma digitale, verifica della firma). Una chiave di crittografia può essere simmetrica (la stessa chiave è usata sia per la codifica che per la decodifica) o asimmetrica (sono usate 2 chiavi differenti - la chiave per la codifica è pubblica e la chiave per la decodifica è riservata (segreta) e non può essere usata come chiave pubblica). Una chiave può essere fornire diversi formati - parole, frasi, procedura oppure dati codificati in forma binaria (criptografia moderna).
Piastrina di silicio che contiene un gran numero di microcircuiti elettronici che costituiscono un circuito integrato e che può svolgere funzioni logiche e di memoria; ora un chip può svolgere tutte le funzioni di un computer. Ogni anno vengono prodotti nel mondo svariati miliardi di chips da impiegare in apparecchiature utilizzate in ogni settore avanzato: alcuni studiosi pertanto propongono di utilizzare i relativi dati di produzione e di consumo come indicatori primari per valutare il livello tecnologico di un paese.
Sequenza di operazioni compiute ripetutamente dall'unità centrale al fine di acquisire, interpretare ed eseguire un'istruzione. In una fase iniziale d'interpretazione, l'unità di controllo preleva dal program counter l'indirizzo dell'istruzione da eseguire; quindi, servendosi eventualmente di un registro indice e di un registro tampone, preleva l'istruzione e la pone nel registro istruzioni per decodificarla; successivamente aggiorna il program counter. Nella seguente fase esecutiva, l'istruzione viene decodificata ed eseguita, con modalità diverse, a seconda del suo codice operativo e viene eventualmente effettuato da parte dell'ALU il prelievo dalla memoria dei dati necessari allo svolgimento di operazioni aritmetiche e logiche (Vedi Indirizzo; Registro).
Intervallo minimo di tempo che intercorre fra due successive operazioni che richiedono di accedere alla memoria centrale. Sovente coincide con il tempo necessario al compimento di un ciclo di lettura ed a quello richiesto da un ciclo di scrittura; questo non accade però nel caso di memoria a lettura distruttiva (Vedi Read/write memory), quando il ciclo di lettura comprende anche un'operazione di riscrittura il tempo di ciclo è uno dei parametri per valutare la velocità operativa del processore.
Documento di identificazione destinato a sostituire la carta d'identità cartacea sul territorio italiano. La carta d'identità su supporto cartaceo sarà sostituita, all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento, dalla carta d'identità elettronica (articolo 7-vicies ter della Legge 31 marzo 2005 n. 43). Di materiale plastico e formato tipo "bancomat", la carta d'identità elettronica dovrà obbligatoriamente contenere i seguenti campi: - dizione della Repubblica Italiana; - comune di rilascio del documento; - numero assegnato al documento; - fotografia del titolare; - dati identificativi della persona: cognome e nome del titolare, comune e data di nascita, sesso, estremi dell'atto di nascita, statura; - codice fiscale; - comune di residenza e indirizzo; - data di emissione e scadenza documento; - cittadinanza; - validità per l'espatrio; - firma del titolare. Questa carta è dotata inoltre di strumenti finalizzati all'erogazione di servizi aggiuntivi telematici quali: banda ottica a lettura laser; microprocessore, contenente delle chiavi crittografiche che permettono al titolare della carta di identificarsi in maniera sicura presso sistemi automatici. L'utilizzo delle chiavi è vincolato alla conoscenza di un codice numerico (PIN) consegnato al titolare all'atto del rilascio. Il processore potrà contenere in futuro anche dati e servizi aggiuntivi, in particolare un servizio di firma digitale. In base al Codice dell'Amministrazione Digitale, la Carta d'identità Elettronica potrà contenere, a richiesta dell'interessato, ove si tratti di dati sensibili: 1. L'indicazione del gruppo sanguigno; 2. Le opzioni di carattere sanitario previste dalla legge; 3. I dati biometrici indicati col DPR che definisce le caratteristiche della Carta, con esclusione, in ogni caso, del DNA; 4. Tutti gli altri dati utili al fine di razionalizzare e semplificare l'azione amministrativa e i servizi resi al cittadino, anche per mezzo dei portali, nel rispetto della normativa in materia di riservatezza; 5. Le procedure informatiche e le informazioni che possono o debbono essere conosciute dalla pubblica amministrazione e da altri soggetti, occorrenti per la firma elettronica. La Carta d'Identità Elettronica e la Carta Nazionale dei Servizi sono l'unico strumento di autenticazione previsto dal Codice dell'Amministrazione Digitale per l'accesso ai servizi web erogati dalle Pubbliche Amministrazioni.
In crittologia un algoritmo di cifratura a blocchi è un algoritmo a chiave simmetrica operante su un gruppo di bit di lunghezza finita organizzati in un blocco. A differenza degli algoritmi a stream che cifrano un singolo elemento alla volta gli algoritmi a blocco cifrano un blocco di elementi contemporaneamente
In una pila di dischi magnetici, rappresenta l'insieme delle tracce che si trovano in corrispondenza di una determinata posizione radiale del braccio delle testine di lettura/scrittura: in questo modo costituiscono un cilindro che ha come asse il perno intorno al quale ruotano i dischi. E' possibile operare su queste tracce senza spostare le testine, ottenendo così tempi di accesso mediamente bassi.
Circuito elettronico realizzato su un unico chip nel quale sono opportunamente collegate numerose unità funzionali attive e passive; esso è quindi in grado di svolgere una serie di funzioni ben definite, quali elaborazioni logico-aritmetiche, controllo di strumenti e registrazioni di dati. L'evoluzione tecnologica ha consentito d'integrare, nel corso degli anni, un numero sempre maggiore di componenti sul medesimo circuito. A questo proposito si usano distinguere fasi successive, individuate dalle sigle SSI, MSI, LSI, VLSI.
Studio del percorso dell'utente all'interno di un sito. Con queste informazioni l'editore può capire quali sono le preferenze dei suoi navigatori e di conseguenza agire sui contenuti del sito. Dall'altra parte, l'inserzionista può utilizzare questa informazione per massimizzare il suo investimento pubblicitario.
Apparecchiatura o programma in grado di offrire un servizio o una prestazione per accedere ai servizi o alle risorse di un'altra componente, detta server
Sistema di gestione dei contenuti, di norma, di un sito web, che consente al content manager o all'autore, che potrebbe non conoscere il linguaggio HTML, di gestire la creazione, la modifica e la rimozione di testi, immagini, file, schede prodotti, promozioni, gestione ordini, gestione degli utenti, ecc. pubblicati sul web senza aver bisogno delle competenze di un webmaster. La gestione e l’interazione avvengono mediante una semplice connessione Internet con un comune software di navigazione (browser, es. Internet Explorer). L'accesso a tale sistema di gestione è consentito a diversi profili di utente abilitati a gestire solo le funzionalità associate al ruolo assegnato.
Cavo costituito da un conduttore centrale (in genere di rame), avvolto ed isolato da uno strato di materiale dielettrico, circondato a sua volta da un altro conduttore a maglia (solitamente collegato ad una terra) che ha il compito di schermare i segnali trasmessi attraverso il filo centrale da campi elettromagnetici esterni. Esistono anche cavi coassiali con più di due fasci di conduttori concentrici e mutuamente isolati.
Acronimo di COmmon Business Oriented Language, linguaggio orientato alle comuni elaborazioni gestionali. Si tratta di un linguaggio di programmazione ad alto livello, definito nel 1959 da un comitato formato da rappresentanti di enti governativi statunitensi, case costruttrici di elaboratori e grandi utenti, finalizzato alla realizzazione di procedure di carattere amministrativo e gestionale. E' genericamente indicato per quelle procedure che devono trattare grandi quantità di dati, in quanto dotato di costrutti che consentono di operare sulle memorie di massa, di agire con semplicità su informazioni anche organizzate in livelli e di precisare agevolmente operazioni di input/output. Esso viceversa non facilita il controllo di algoritmi complessi. I programmi scritti in COBOL sono articolati in quattro ripartizioni:
Il COBOL contiene vari costrutti basati su espressioni inglesi, cosa che lo rende prolisso, ma abbastanza autodocumentato.
Attualmente è forse il linguaggio maggiormente utilizzato e sul quale sono stati fatti i maggiori investimenti (valutati in oltre 100 miliardi di dollari). Vista la sua diffusione, è oggetto di attente standardizzazioni e quindi risulta abbastanza trasportabile su differenti modelli di elaboratori.
Sequenza di informazioni o di procedure che attendono l'esecuzione di una specifica operazione (ad esempio files in attesa di essere stampati o jobs in attesa di essere elaborati). All'interno di molti sistemi operativi multiutente, esiste un queue manager che ha il compito di organizzare le code di attesa alle risorse di un elaboratore. Con il termine accodamento (queueing) si intende inoltre un'operazione effettuata da programmi che gestiscono processi concorrenti o reti di telecomunicazione; essa consiste nel disporre in una coda di attesa, secondo specifici criteri, le richieste dei processi o i messaggi inviati dai nodi di comunicazione.
Studio dei processi che concorrono all'utilizzo di una determinata risorsa e che richiedono quindi una loro organizzazione (effettuata mediante particolari modelli ed operazioni di simulazione), in code di attesa. Si dice che un processo richiede una coda di attesa, quando necessita di un certo tempo per ottenere la risorsa di cui ha bisogno. La teoria delle code studia i metodi con cui ottimizzare il rapporto fra il costo di un servizio fornito con una certa rapidità ed il costo d'attesa del servizio stesso.
Sistema di simboli e di regole per la loro produzione mediante dispositivi fisici (quali sequenze di bits, perforazioni e caratteri di stampa) e di eventuali regole sintattiche e semantiche per la loro combinazione, che è in grado d'esprimere informazioni che dovranno essere sottoposte ad elaborazione (Vedi ASCII; BCD; EBCDIC; Codice macchina; Programma oggetto)
Tecnica per la codifica di sequenze di caratteri che utilizza una successione di segmenti paralleli che possono assumere due diversi spessori e tra i quali si possono avere due diverse distanze. Ad esempio la codifica maggiormente utilizzata per i beni di largo consumo è costituita da una serie di 30 segmenti che rappresentano un codice di 13 cifre. I caratteri codificati a barre possono essere letti da lettori ottici che consentono di semplificare la gestione delle merci, in particolare nei punti vendita.
Metodo di codifica e di verifica delle informazioni da trasmettere che prevede di aggiungere al messaggio alcune informazioni ridondanti, che hanno lo scopo d'individuare errori di trasmissione ed eventualmente di correggerli. Queste tecniche fanno riferimento alla teoria algebrica dei codici (Vedi Codici, Teoria algebrica dei).
Fase conclusiva delle operazioni svolte da un compilatore, o di un'attività di programmazione, volta ad ottenere un programma oggetto più efficiente sia dal punto di vista del tempo d'esecuzione che della memoria centrale richiesta. Può consistere nell'eliminazione di operazioni o comandi ridondanti e riguardare l'utilizzo intensivo di istruzioni specifiche dell'elaboratore su cui si opera.
Studio, con tecniche proprie dell'algebra, di procedimenti di codifica delle informazioni con determinati pregi. In particolare vengono studiate codifiche binarie che consentono una efficiente individuazione ed, eventualmente, la correzione degli errori che si possono verificare nella trasmissione delle informazioni.
Nelle telecomunicazioni, 4B/5B è una forma di codice per la trasmissione di dati. 4B/5B lavora mappando gruppi di 4 bit in gruppi di 5. Siccome ci sono 32 possibili combinazioni usando 5 bit e solo 16 usandone 4, i 16 gruppi di 5 bit col maggior numero di transizioni sono usati per fornire più transizioni possibili
La codifica delta è un modo per immagazzinare o trasmettere dati usando le differenze tra i dati sequenziali piuttosto che sul file completo. A volte la codifica delta è chiamata compressione delta, in particolare quando è richiesta la storia dei cambiamenti (per esempio nei progetti software). Le differenze sono registrate in file discreti chiamati "delta" o "diff". Poiché i cambiamenti sono di solito piccoli, la codifica delta riduce notevolmente la ridondanza dei dati. Insiemi di uniche delta sono sostanzialmente più efficienti nella riduzione di spazio che i loro equivalenti non codificati
Nelle telecomunicazioni la codifica Manchester è una forma di comunicazione dati nella quale ogni bit viene segnalato da una transizione. La codifica Manchester è considerata una codifica self-clocking, il che significa che permette un'accurata sincronizzazione del flusso dati. Ogni bit viene trasmesso in un intervallo di tempo di bit predefinito
Insieme delle istruzioni e delle unità di memoria addette al passaggio di dati e/o di indirizzi che costituiscono la connessione logico-operativa tra due moduli di un programma (generalmente un modulo chiamante ed un sottoprogramma chiamato).
Viene realizzato con istruzioni che consentono di trasferire il controllo ed eventualmente alcuni dati al modulo subordinato, di istruzioni per il ritorno al modulo chiamante, di indirizzi che consentono al modulo chiamato di utilizzare o modificare dati del modulo chiamante (gli argomenti del richiamo) (Vedi Linker; Loader).
Capacità di un nodo che appartiene ad una rete di elaboratori di rilevare possibili interferenze su un canale di trasmissione, con messaggi inviati ad altri nodi. Nel caso venga rilevata una possibile collisione, la trasmissione viene interrotta per un certo intervallo di tempo (prefissato o scelto con un criterio probabilistico) sino a quando si presume non vengano rilevate ulteriori collisioni e la trasmissione può essere quindi conclusa.
Sequenza di comandi per il sistema operativo e per i suoi sottosistemi, predisposta in un file specifico, e che può essere richiamata con un'unica semplice richiesta, e che è in grado di governare un'elaborazione anche molto articolata. Risulta pertanto molto utile soprattutto quando si debbano mettere a punto onerosi insiemi di dati e di programmi.
Commutazione tra due punti terminali della rete di informazioni organizzate in pacchetti (partizioni del messaggio originale). Ciascun pacchetto viaggia nella rete indipendentemente dagli altri e una volta giunti a destinazione vengono assemblati per ricostruire il messaggio originale. Rispetto alla commutazione di circuito consente una razionalizzazione dell'impiego della larghezza di banda disponibile
Metodo per la trasmissione attraverso reti di telecomunicazione secondo il quale i lunghi messaggi vengono suddivisi in pacchetti di lunghezza limitata (generalmente di 128 bytes ciascuno). Questi, oltre ai dati oggetto della comunicazione, contengono nel proprio header l'indicazione della loro sorgente e della destinazione. Questa modalità trasmissiva, efficiente e rapida, viene utilizzata nelle moderne reti di trasmissione in cui le linee fisiche di comunicazione tra le diverse stazioni non sono assegnate rigidamente, ma vengono determinate dal software di controllo in base al traffico presente sui diversi nodi, al momento dell'invio dei messaggi.
Teoria che studia i principi di funzionamento e di progettazione dei circuiti elettrici ed elettronici. Essa basilarmente studia in qual modo si possano ottenere reti logiche rispondenti a determinate specifiche, utilizzando componenti elementari (vedi Porte logiche) secondo determinati criteri di economia (ad esempio usando il minor numero di componenti o servendosi del minimo numero di collegamenti). Questa problematica può riguardare reti prive di memoria, le cosiddette reti combinatorie o reti dotate di dispositivi in grado di memorizzare informazioni binarie, dette reti sequenziali. Nel primo caso si serve di risultati dell'algebra di Boole (Vedi Booleana, Algebra); per i problemi del secondo tipo, molto più complessi, si ricollega alla teoria degli automi.
Caratteristica di due strumenti hardware o software i quali, a partire da uguali inputs producono outputs uguali o fortemente equivalenti. In particolare due compilatori o traduttori che possono operare su due elaboratori diversi, si dicono compatibili se un programma, scritto per uno dei due, può essere tradotto ed eseguito equivalentemente anche sull'altro (Vedi Portabilità).
Si parla di compatibilità verso l'alto (upward compatibility) relativamente a due versioni di un medesimo compilatore, se i programmi realizzati per la versione più ridotta e generalmente più vecchia, funzionano anche con quella più estesa; si parla di compatibilità verso il basso (downward compatibility) quando i programmi realizzati per la versione più estesa, pur di rispettare determinate limitazioni, funzionano anche con quella ridotta.
Programma che converte il codice sorgente di un linguaggio in formato comprensibile dal PC.
Programma che traduce un programma simbolico, chiamato sorgente scritto in un linguaggio di alto livello facilmente comprensibile, in un programma chiamato oggetto scritto in un linguaggio che coincide o si avvicina a quello della macchina. Generalmente la compilazione si sviluppa in fasi successive, chiamate analisi lessicale, analisi sintattica, ottimizzazione del codice e generazione del codice; a seconda del tipo, i compilatori possono operare in uno o più passaggi (Vedi Lessicale, Analisi; Sintattica, Analisi; Codice, Ottimizzazione del; Codice, Generazione del; Assemblatore, Programma; Interprete).
Compilatore in grado di produrre, prima del programma oggetto, uno schema interpretativo del programma stesso; successivamente ad ogni esecuzione del programma il programmatore potrà intervenire per apportare al programma sorgente le modifiche che ritiene opportune ottenendo in tempi molto brevi la ricompilazione ed una nuova esecuzione. E' uno strumento che giocherà un ruolo determinante nello sviluppo del software in ambienti di programmazione avanzata (Vede Software factory; CASE).
In senso generico con complemento si intende ciò che manca per arrivare a quanto si è stabilito rappresenti il tutto. Più precisamente, viene chiamato complemento a uno di una stringa di bits la sequenza in cui ogni bit uguale ad 1 viene sostituito con un bit di valore 0 e viceversa. Viene invece chiamato complemento a due il tipo attualmente più usato di rappresentazione binaria dei numeri interi relativi.
Misura di onerosità riferita alla realizzazione o alla descrizione di una macchina, ai procedimenti risolutivi di un problema o alle possibili esecuzioni di un algoritmo o di un programma. La complessità di un algoritmo viene misurata in termini di risorse che devono essere impiegate per la sua soluzione. Si distingue fra complessità temporale (corrispondente al tempo necessario) complessità spaziale (corrispondente all'estensione della memoria da utilizzare) e complessità strutturale (corrispondente all'onerosità del lavoro di programmazione necessario)
Codifica di dati,in genere omogenei o riguardanti un solo tipo di entità, volta a realizzare un sensibile risparmio di memoria e tale da consentire la ricostruzione delle informazioni iniziali. Ad esempio una data appartenente ad un certo decennio può essere codificata in 10 bits, mentre scritta in chiaro richiede una decina di bytes (Vedi Data compaction).
Sistema costituito da componenti esclusivamente o prevalentemente elettroniche ed in grado di ricevere, registrare, elaborare,riorganizzare e presentare informazioni. Una prima classificazione distingue tra elaboratori analogici (Vedi Analogico, Calcolatore) e digitali (digital computers). Questi ultimi sono di gran lunga i più diffusi ed il termine computer, per antonomasia, si applica comunemente ad essi. I computer elaborano le informazioni mediante lunghe sequenze di operazioni molto semplici, effettuate ad altissima velocità e di natura aritmetica, logica, di controllo e di trasferimento di dati tra diversi dispositivi di cui sono composti. Attualmente sono in commercio elaboratori digitali anche molto differenti per architettura, potenza, applicazioni e per modalità d'utilizzo. (Vedi CPU), da una memoria centrale o principale e da unità periferiche (Vedi Hand-held computer; Home computer; Minicomputer; Personal computer, Mainframe; Processore; Rete).
Disciplina che si occupa della struttura fisica, cioè dell'hardware, di un elaboratore, della descrizione delle caratteristiche funzionali delle sue diverse componenti e del modo in cui risultano interconnesse. Inizialmente concerneva solo l'organizzazione dei circuiti elettrici ed elettronici; successivamente questa disciplina, di pari passo con il crescere in sofisticazione degli elaboratori, è divenuta molto più complessa ed articolata e presenta molteplici collegamenti con la teoria degli algoritmi (Vedi Algoritmi, Teoria degli), la ricerca operativa, l'elettronica e la fisica dello stato solido.
Suddivisione degli elaboratori in base alle caratteristiche fisiche dei loro componenti, al fine di schematizzare, l'evoluzione delle loro prestazioni. Solitamente vengono individuate cinque generazioni:
sistema o apparecchiatura dedicati alla ricezione d'informazioni da più linee di comunicazione ed alla ritrasmissione delle stesse, dopo un'eventuale riorganizzazione, su un'unica linea (o su poche linee) ad un centro di elaborazione dati. Per questi dispositivi si parla anche di concentratori di dati e di concentratori di linee.
Un conduttore elettrico è un elemento fisico in grado di far scorrere al suo interno la corrente elettrica con facilità. I metalli, solitamente, sono buoni conduttori (come oro, rame, alluminio, argento e ferro), ma possono condurre facilmente l’elettricità anche l’acqua, la terra e il corpo umano
Con il termine confidenzialità si intende, nell'ambito della sicurezza informatica, la protezione dei dati e delle informazioni scambiate tra un mittente e uno o più destinatari nei confronti di terze parti. Tale protezione deve essere realizzata a prescindere dalla sicurezza del sistema di comunicazione utilizzato: assume anzi particolare interesse il problema di assicurare la confidenzialità quando il sistema di comunicazione utilizzato è intrinsecamente insicuro (come, ad esempio, la rete internet)
Servizio senza connessione in una rete a commutazione di pacchetto.E' un servizio che prevede lo scambio di informazioni senza l'instaurazione di un percorso ben definito tra mittente e destinatario. Le informazioni opportunamente suddivise in pacchetti seguono percorsi diversi all'interno della rete. La decisione riguardo all'instradamento viene presa pacchetto per pacchetto
Unità di un elaboratore, utilizzata per la trasmissione dei messaggi fra l'elaboratore stesso e l'operatore, l'addetto alla manutenzione o l'utente. Il tipo più semplice è rappresentato da un quadro di controllo dotato di indicatori luminosi, leve e tasti. Gli elaboratori medio piccoli in genere hanno come console un terminale video o scrivente; quelli di grandi dimensioni hanno invece un piccolo elaboratore incaricato anche della diagnosi e del monitoraggio di guasti e di situazioni critiche delle varie componenti del sistema: in questo senso facilitano gli interventi di manutenzione e quelli volti a correggere situazioni anomale.
registro, posizione di memoria o variabile di programma destinata a contenere numeri che indicano quante volte si è verificato un determinato tipo di evento. Nella programmazione viene sovente richiesto di contare quante volte si è eseguito un ciclo, quante volte è stato commesso un determinato tipo di errore non eccessivamente grave, oppure quante volte si è trovato in un archivio un certo dato.
Processo di monitoraggio e controllo selettivo del contenuto di messaggi al fine di realizzare un controllo semantico. Ad esempio, nel controllo delle e-mail, il processo di content inspection è finalizzato a scartare i messaggi contenenti specifiche parole caratteristiche di messaggi non desiderati
Operazione che viene effettuata allorchè il sistema operativo di un elaboratore funzionante in real time prende in considerazione un'interruzione e che consiste nel sostituire nella memoria centrale le informazioni richieste dal processo interrotto, con informazioni che interessano il processo che gli è subentrato.
Carattere aggiunto ad un messaggio trasmesso tra componenti di un elaboratore o tra sistemi posti in collegamento. Può avere il compito di determinare la destinazione del messaggio, di predisporre l'unità alla quale il messaggio viene inviato di individuare l'inizio o la fine del messaggio, di assicurare o migliorare il controllo di eventuali perdite od alterazioni del contenuto del messaggio durante le operazioni di trasferimento e registrazione (Vedi Somma di controllo; Controllo di parità).
Il controllo della congestione è un controllo che viene effettuato durante comunicazioni in reti a commutazione di pacchetto. In reti di questo tipo, i pacchetti passano attraverso una grande quantità di dispositivi diversi, come router, switch, bridge... Questi dispositivi hanno capacità di trasmissione limitate, che possono portare, in molti casi, a situazioni di congestione, ossia a situazioni nelle quali non sono in grado di smistare tutti i dati in arrivo. Il controllo della congestione permette di migliorare le prestazioni della rete evitando perdite di pacchetti. TCP è uno dei protocolli più diffusi che attua questo tipo di controllo, congiuntamente al controllo di flusso
Metodo per controllare la correttezza della trasmissione di informazioni binarie tra diversi dispositivi o stazioni. Consiste nell'aggiungere alla sequenza di bits da trasmettere un parity bit e nel controllare successivamente che la sequenza di bits ricevuta presenti un corretto bit di parità.
Attività compiuta da uno o più elaboratori che consiste nel controllo (tramite sensori o rilevatori) del funzionamento di apparecchiature di misurazione, macchinari o impianti produttivi in genere. Questa attività si esplica nella visualizzazione dei parametri principali che esprimono l'evoluzione del processo (monitoraggio) ed eventualmente nella correzione dei parametri che governano il suo andamento (regolazione), l fine di migliorare il comportamento del sistema e di evitare malfunzionamenti.
Frase che determina un modifica nel'esecuzione sequenziale delle istruzioni di un programma. Sono istruzioni di controllo le frasi di salto (ad esempio go to), le istruzioni d'iterazione (for, do, while, repeat, perform, until, ...) e quelle di diramazione (case of, switch, ...).
File di testo che contiene informazioni di vario tipo sull'utente che visita un sito; questo file viene memorizzato dal server Internet che gestisce il sito stesso direttamente sul computer dell'utente tramite il browser. Le informazioni memorizzate vengono aggiornate ogni volta che l'utente ritorna sul sito. Detti file non possono in alcun modo trasmettere virus.
Processore che opera congiuntamente ad una CPU, svolgendo attività specifiche in parallelo alle operazioni controllate dalla CPU stessa. I principali tipi di coprocessori sono gli array processors, i peripheral processors, gli storage processors, i coprocessori matematici ed i coprocessori grafici.
Coprocessore dedicato ad operazioni di costruzione e di manipolazione dei grafici (Vedi Grafica). i principali tipi di coprocessori grafici sono i perspective processors (dedicati ai calcoli di prospettive), i clip processors ( con il compito di eliminare linee nascoste) e i solid modelers (per la definizione di superfici di solidi).
L'espressione inglese copyleft, gioco di parole su copyright, individua un modello alternativo di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore (in quanto detentore originario dei diritti sull'opera) indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Nell'ambito informatico la condizione principale obbliga i fruitori dell'opera a rilasciare eventuali modifiche apportate all'opera a loro volta sotto lo stesso regime giuridico (e generalmente sotto la stessa licenza). In questo modo, il regime di copyleft e tutto il fascio di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti. L'espressione copyleft, in un senso non strettamente tecnico-giuridico, può anche indicare generalmente il movimento culturale che si è sviluppato sull'onda di questa nuova prassi in risposta all'irrigidirsi del modello tradizionale di copyright
Routines che operano in interfoliazione, scambiandosi segnali che hanno l'effetto di interrompere temporaneamente l'esecuzione o di riavviarla dal punto in cui era stata sospesa. Consentono di controllare processi che si svolgono in parallelo o aspetti complementari di uno stesso processo.
Standard che con l'uso di tecniche crittografiche avanzate permetterà ai produttori di programmi televisivi di: - vietare la registrazione di un programma televisivo attraverso il sintonizzatore TV (non potranno più essere registrati i film, i telefilm od altri programmi televisivi, né su cassetta, né su CD o DVD, né su disco fisso); - vietare la creazione di copie di un CD o DVD (non potranno più essere create copie di film, di telefilm od altri programmi televisivi, né su cassetta, né su CD o DVD, né su disco fisso, nemmeno per uso personale o per backup); - vietare il trasferimento di un programma televisivo attraverso una rete di computer, ad esempio dal sintonizzatore TV al display del laptop; - vietare la fruizione del programma televisivo fuori da una certa nazione, grazie ad un apposito marcatore digitale inserito nei dispositivi (simile al codice regionale dei DVD); - vietare la fruizione del programma televisivo fuori da un determinato locale, grazie ad un apposito ricevitore GPS integrato nei dispositivi; - vietare la condivisione di un programma con altre persone che risiedono nella stessa abitazione od in altri contesti, attraverso la definizione di appositi "domini di autorizzazione"; - vietare la visione di un programma su dispositivi che il DVB Project ritiene non abbastanza fiscali nel rispetto dei suoi standard.
Acronimo di Central Processing (Processor) Unit, unità centrale. E' la parte più importante di ogni elaboratore; essa comprende:
In alcuni modelli fanno parte della CPU anche particolari circuiti per il trattamento dell'input/output, una cache memory, la memoria centrale e dispositivi di comunicazione. Compiti fondamentali della CPU sono: reperire, decodificare ed eseguire le istruzioni del programma in corso di esecuzione, mantenere aggiornate le informazioni riguardanti il procedere dell'elaborazione e spostare i dati da elaborare tra le varie componenti dell'elaboratore (Vedi Processore).
Indica il blocco o l'improvvisa chiusura, non richiesta, di un programma o dell'intero computer. Un crash può essere provocato tra le altre cose da uno sbalzo di corrente, da un bug (costituito da software difettoso) o da un GPF
La Creative Commons (CC) è un'organizzazione non-profit dedicata all'espansione della portata delle opere di creatività disponibili per la condivisione e l'utilizzo da parte degli altri e per fornire anche la possibilità di poter costruire, com'è sempre avvenuto prima che si abusasse della legge sul copyright, sul lavoro degli altri nel pieno rispetto delle leggi esistenti
La crittoanalisi tratta dello studio e della comprensione dei testi in qualche modo occultati, sia deliberatamente che per perdita del metodo di decodifica. La crittoanalisi è la "controparte" della crittografia ed assieme formano la crittologia. Ultimamente la crittografia si basa sempre meno sulle "intuizioni di pochi" e sempre più sulla branca della matematica chiamata teoria dei numeri; di conseguenza anche la crittoanalisi si sta spostando in quella direzione
Trasformazione di informazioni in altre di differente forma (informazioni cifrate) dalle quali sia possibile ricostruire le originali soltanto per mezzo di una trasformazione inversa (decifrazione) che sia particolarmente onerosa per coloro che non sono a conoscenza del procedimento da seguire. Quest'operazione viene effettuata per garantire la segretezza dei dati, cioè per evitare il furto di informazioni riservate, in particolare per dati che vengono trasmessi attraverso vie di comunicazione accessibili (etere, reti pubbliche). Le tecniche utilizzate sono molteplici: dagli scambi tra i caratteri, alla modifica dell'ordine con cui essi compaiono nei messaggi a sistemi legati ad algoritmi più complessi. Un procedimento crittografico ideale richiede risorse elaborative praticamente illimitate chi volesse trovare la chiave di decifrazione.
La crittografia asimmetrica, conosciuta anche come crittografia a coppia di chiavi, crittografia a chiave pubblica/privata o anche solo crittografia a chiave pubblica è un tipo di crittografia dove, come si evince dal nome, ad ogni attore coinvolto è associata una coppia di chiavi: - la chiave privata, personale e segreta, viene utilizzata per decodificare un documento criptato; - la chiave pubblica, che deve essere distribuita, serve a crittare un documento destinato alla persona che possiede la relativa chiave privata
La crittologia è la scienza delle scritture nascoste, nel suo duplice significato: da un lato comprende infatti l'ideazione di metodi sempre più sicuri per occultare il reale significato di determinati segni (crittografia), dall'altro riguarda la decifrazione di testi occultati senza conoscerne a priori il metodo usato (crittanalisi)
Software che consente di mettere a punto programmi destinati ad un elaboratore (chiamato target computer) su un altro computer che funge da sistema di sviluppo. Il cross software viene utilizzato quando lo sviluppo di procedure sul target risulta meno efficiente o più costoso, oppure qualora il target non sia disponibile (ad esempio quando è stato solo progettato). Del cross software possono far parte cross assemblers, cross compilers e librerie di programmi.
Acronimo di Carrier-Sense Multiple Access. Tecnica di accesso ai canali di trasmissione di una rete riguardante il multiplexing a divisione di tempo (Vedi Multiplexer) di un bus comune. Si tratta di una tecnica asincrona casuale, in quanto non fa riferimento ad alcuna pianificazione delle trasmissioni. La stazione che deve inviare informazioni comincia con l'esaminare il bus; se questo è libero effettua una trasmissione; in caso contrario si impone un intervallo di attesa calcolato sulla base dei parametri della rete.
Indicatore luminoso, normalmente lampeggiante, che segnala la posizione di lavoro su uno schermo a caratteri o a punti. Può assumere differenti forme (rettangolo pieno, sottolineatura, ...) talvolta definibili dall'utente; nei video grafici è generalmente del tipo cross hair. E' possibile variare la posizione del cursore sia agendo su appositi tasti della keyboard, sia mediante comandi provenienti dall'esterno del terminale. La pressione di un tasto, corrisponde ad un carattere visualizzabile, oltre alla presentazione di tale carattere, in genere comporta lo spostamento del cursore nella posizione successiva. Alcuni terminali video, specie tra quelli con capacità grafiche, sono inoltre dotati di dispositivi particolari che consentono d'influire in modo analogico sul cursore (Vedi Joystick; Mouse; Trackball).