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Tecniche utilizzate per ridurre le ridondanze nella rappresentazione delle informazioni, per ridurre lo spazio di memoria richiesto e, conseguentemente, i tempi per la loro ricerca in un archivio e per la loro trasmissione. Il compattamento di solito risulta trasparente all'utente, ma richiede del software (più raramente dell'hardware) specifico. In contrapposizione a questi vantaggi, può verificarsi un aumento della complessità delle procedure per il trattamento dei dati ed una ridotta trasportabilità delle informazioni. Le tecniche di data compaction possono essere suddivise in reversibili e irreversibili. nel primo caso (in cui si parla più precisamente di compressione), i dati compattati possono essere riportati alla loro esatta forma originaria. nel secondo caso, l'occupazione fisica dei dati viene ridotta eliminando le informazioni non essenziali e si possono solo riottenere informazioni equivalenti alle originarie. Ad esempio si possono eliminare tutti i blanks iniziali, ripetuti e finali di una scrittura: il suo contenuto potrà essere ricostruito facilmente, ma non la sua forma.
Linguaggio artificiale, spesso indicato con DDL, orientato alla definizione della struttura logica delle informazioni da inserire in un sistema informativo o in una base dati, oppure che saranno trattate con programmi applicativi di elevata versatilità. Prerogativa importante di un data definition language per una base dati è quella di consentire di ignorare l'organizzazione fisica dei dati stessi.
Per mezzo del data definition language, è possibile definire le passwords per accedere ad una base dati, descrivere la struttura di ogni record, definire le aree che compongono la base dati e a quale area appartiene ogni record.
Modalità di trasmissione utilizzata in reti a commutazione di pacchetto, in cui ogni pacchetto di un messaggio da trasmettere (chiamato datagram) viene instradato indipendentemente dagli altri. E' la modalità trasmissiva più semplice nella quale, però, si possono avere perdite o duplicazioni delle informazioni, causate da errori di trasmissione o da operazioni di ritrasmissione; richiede quindi un controllo della conferma delle trasmissioni.
Termine talora abbreviato con DML che denota un linguaggio che consenta di modificare ed utilizzare le informazioni contenute in una base dati. Può essere un linguaggio studiato per uno specifico base dati che, eventualmente, richiama sottoprogrammi scritti in un linguaggio procedurale, generalmente il COBOL, oppure può trattarsi di un'opportuna estensione di linguaggi procedurali come lo stesso COBOL ed il Fortran, arricchita di frasi specifiche per l'accesso ai dati.
Acronimo di Data Base Management System, sistema per la gestione di basi dati. Software di tipo generale utilizzato per strutturare, costruire, modificare e consultare basi di dati. E' in grado di gestire le relazioni che intercorrono tra i diversi tipi di record in esso contenuti. In genere un DBMS è composto da un linguaggio di interrogazione, un data definition language ed un data manipulation language.
Programma per la gestione di basi di dati, singole o distribuite su diversi server, collefate direttamente o via rete. Il complesso delle operazioni svolte dal DBMS, include anche la gestione di tutti gli utenti, funzionalità di sicurezza, recovery, back up e replicazione
Protocollo di comunicazione finalizzato al trasporto di messaggi, sviluppato dall'IETF e standardizzato nell'RFC 4340. Le applicazioni che fanno uso del DCCP utilizzano un sistema di consegna in ordine combinato che in caso di congestione, può generare ritardi nel recapito al ricevente.
Situazione in cui può trovarsi un sistema operativo o un altro sistema software che gestisce qualche forma di multiutenza quando, due o più programmi non possono continuare ad essere elaborati perchè sono in attesa di eventi in mutuo conflitto, ad esempio dall'assegnazione di risorse non disponibili in quantità sufficiente a soddisfare la totalità delle richieste. Quando due tasks presentano contemporaneamente al sistema le medesime richieste, bloccandosi a vicenda, si parla di circular wait; se tutti i tasks risultano bloccati, si parla invece di blocco totale (total deadlock): questa situazione può verificarsi, ad esempio, quando più programmi necessitano di aree di memoria di massa per effettuare operazioni di spooling, ma nessuno di essi può completare le operazioni in corso, senza che gli venga assegnata un'area di memoria aggiuntiva.
Al fine di evitare il verificarsi di situazioni di deadlock vengono adottati vari accorgimenti, anche molto complessi. In particolare vengono utilizzati algoritmi che determinano l'ordine con cui le richieste dei tasks devono essere soddisfatte e fissano limitazioni al tempo d'attesa di ciascuno di essi.
Programma d'utilità (Vedi Utilities) che aiuta nella rilevazione, localizzazione ed eventuale correzione degli errori contenuti in un programma (debugging). Generalmente consente di richiedere che, durante l'esecuzione, vengano visualizzati i contenuti dei registri e delle posizioni di memoria, di modificarli, di porre una serie di break-point, in cui il programma deve automaticamente fermarsi, e di fornire indicazioni sulla sequenza esecutiva.
Termine che caratterizza le scelte operative che vengono compiute da una procedura in determinate circostanze, quando il suo utente (operatore o programma) non esprime indicazioni specifiche. Le default options, cioè i comportamenti assunti dal sistema in mancanza di indicazioni esplicite, rispecchiano le scelte che si presume vengano effettuate nella maggior parte delle situazioni applicative.
Determinazione, a grandi linee e/o nei dettagli, della struttura di un elaboratore, di un dispositivo, di un processo o di un sistema informativo mediante la definizione dei suoi requisiti e delle sue caratteristiche operative. In particolare con il termine di system design si intende la definizione delle caratteristiche generali di un sistema con l'esplicazione dei dispositivi e delle periferiche di cui deve essere dotato, per svolgere un determinato compito.
Attributo di algoritmi, procedimenti o meccanismi che effettuano costruzioni o indagini per passi successivi. Esprime il fatto che ogni fase comporta l'aggiunta di un nuovo elemento univocamente determinato, o che non verrà posto in discussione in un momento successivo. Generalmente queste procedure possiedono un'elevata efficienza.
Metodologia che si occupa dell'individuazione e della segnalazione di incongruenza e malfunzionamenti all'interno di dispositivi ed elaboratori elettronici, nell'ambito di programmi e nel corso di trasmissioni. Attualmente alcune case costruttrici offrono soluzioni che prevedono la diagnosi a distanza di apparecchiature di loro produzione.
Termine che si riferisce all'operazione di individuazione e segnalazione delle incongruenze e dei malfunzionamenti di uno strumento per l'elaborazione delle informazioni (circuito, dispositivo, sistema, routine o programma), delle incoerenze o dell'assenza di informazioni all'interno di un archivio.
Schema grafico che raffigura sinteticamente un meccanismo, un'organizzazione o una situazione, evidenziandone le componenti principali, le caratteristiche più significative e le mutue correlazioni. In particolare mediante diagramma a blocchi vengono rappresentate le unità funzionali di un elaboratore ed i percorsi che dati e comandi compiono al suo interno (Vedi Flow chart).
In fisica, la differenza di potenziale è la differenza in potenziale tra due punti immersi in un campo vettoriale conservativo. Nel contesto dell'elettricità, il campo vettoriale conservativo è il campo elettrostatico. Tra due punti nel campo si può definire una differenza di potenziale elettrico la cui unità di misura è il volt. Tale differenza di potenziale è talvolta chiamata tensione o, più raramente, voltaggio
Attributo riguardante un'informazione esprimibile mediante un numero intero, ovvero in forma discreta, o riguardante un'apparecchiatura o una procedura che opera su tali informazioni. Attualmente la massima parte di queste informazioni viene espressa in forma digitale binaria (Vedi Bit). Questo aggettivo ha acquistato un'importanza rilevante grazie agli enormi sviluppi dell'elettronica che rende disponibili un gran numero di apparecchiature digitali, come microprocessori, elaboratori, sensori, rilevatori ma anche calcolatrici ed orologi (Vedi analogico).
Ripartizione logica di una memoria di massa (disco, nastro, ...) organizzata da un sistema operativo, nella quale un utente tiene un gruppo di files che riguardano un gruppo di prestazioni o di problemi relativamente ben definito. Il termine riguarda anche l'elenco di tali file accompagnati eventualmente da indicazioni come l'estensione, la versione, la data di costruzione o di aggiornamento. Spesso, ultimamente il complesso dei direttori di un sistema è organizzato ad albero (con un direttorio da cui si diramano i vari sottodirettori).
Il diritto d'autore è un istituto che intende attribuire a colui che abbia realizzato un'opera dell'ingegno a carattere creativo un fascio di facoltà, dirette soprattutto a riservare all'autore qualsiasi attività di utilizzazione economica dell'opera. In Italia è disciplinato dalla legge 22 aprile 1941, n. 633
Supporto per la memorizzazione di grandi quantità di informazioni costituito da un disco ricoperto di materiale magnetizzabile, tenuto in rapida rotazione e controllato da appositi sensori e testine. Si distingue innanzi tutto fra dischi magnetici e dischi ottici (Vedi Videodisco). Finora i primi sono stati i più diffusi ed il termine disco è stato applicato ad essi per antonomasia. Su questi dischi le informazioni vengono registrate in modo non permanente mediante la magnetizzazione di aree molto piccole disposte sulle cosiddette tracce, cioè su circonferenze concentriche di una superficie o di entrambe le superficie del disco. I dischi magnetici si distinguono rigidi (Vedi Hard disk) e flessibili (Vedi Floppy disk), rimovibili e fissi, dotati di testine mobili e fisse (Vedi Disco a testine fisse; Disco a testine mobili). L'apparecchiatura periferica per la lettura e la scrittura di tali supporti viene chiamata in inglese disk unit (Vedi Bernoulli box).
Unità a disco con pettini che portano più testine di lettura/scrittura; ogni pettine serve una faccia del disco ed ogni testina legge o scrive una traccia. Mediante questi dispositivi, il tempo necessario per l'accesso alle informazioni si riduce a quello richiesto dal posizionamento dell'informazione desiderata sotto la testina.
Disco che per ogni faccia dispone di una sola testina di lettura/scrittura in grado di spostarsi radialmente grazie ad un servomeccanismo in modo da poter operare su tutte le tracce della faccia. Sono più economici dei dischi a testine fisse, in quanto richiedono un minor numero di dispositivi elettronici per il controllo delle testine, ma presentano tempi di accesso superiori (Vedi Accesso, Tempo di).
L'hard disk o disco rigido (anche chiamato disco fisso) è un dispositivo utilizzato per la memorizzazione a lungo termine dei dati in un computer. È costituito fondamentalmente da uno o più dischi in alluminio o vetro, rivestiti di materiale ferromagnetico in rapida rotazione e da due testine per ogni disco (una per lato), le quali, durante il funzionamento "volano" alla distanza di pochi centesimi di nanometro dalla superficie del disco leggendo e scrivendo i dati. La testina è tenuta sollevata dall'aria mossa dalla rotazione stessa dei dischi che può superare i 15.000 giri al minuto
l routing Distance Vector (routing basato sul vettore delle distanze), noto anche come routing di Bellman-Ford, è un tipo di algoritmo di routing dinamico, che tiene conto del carico istantaneo della rete. Questo opera in modo tale che ogni nodo conosca, sulla base di misure effettuate, il ritardo o la distanza che lo separa dai suoi nodi adiacenti e quindi comunicandogli periodicamente queste informazioni. Combinando i dati ricevuti da ciascun router si riesce a creare e a tenere sempre aggiornata una tabella, ossia un vettore, nel quale è specificata la stima del minor tempo o della minore distanza associata ad ogni destinazione, e quale sia la linea che conduce a questa
(Dynamic Link Library) (libreria a collegamento dinamico) In informatica, una dynamic-link library è una libreria software che non viene collegata staticamente ad un eseguibile in fase di compilazione, ma che viene caricata dinamicamente in fase di esecuzione. Queste librerie sono note con l'acronimo DLL, che è l'estensione del file che hanno nel sistema operativo Microsoft Windows. Nei sistemi Linux sono invece note come "so", abbreviazione di shared object
Presentare in modo fedele su stampante o video, il contenuto della memoria centrale o di un file oppure di una loro parte. Generalmente, questa operazione, che viene utilizzata per il debugging (Vedi Debugger) ed il salvataggio delle informazioni (Vedi Back-up), viene effettuata utilizzando cifre ottali o esadecimali. Per metonimia con dump si intende anche una procedura in grado di effettuare una tale operazione; ad esempio la routine di post mortem dump mette a disposizione il contenuto della memoria centrale in caso di conclusione non soddisfacente dell'esecuzione di un programma (Vedi Mappa della memoria).
DVB Project è un consorzio chiuso di aziende che si prefigge di sviluppare gli standard per la trasmissione digitale di audio e video sui sistemi della prossima generazione. Gli standard che il DVB Project ha sviluppato sono i seguenti: DVB-S ("Satellite"): standard usato per la televisione via satellite; DVB-C ("Cable"): standard usato per la televisione via cavo; DVB-T ("Terrestrial"): standard usato per la televisione digitale terrestre; DVB-H ("Handheld"): standard usato per la televisione su sistemi mobili (telefoni cellulari ed affini). Questo consorzio rappresenta la stragrande maggioranza dei produttori mondiali per cui, di fatto, definisce standard di portata globale. Ciò che questo consorzio decide è già adesso norma per chiunque voglia trasmettere o ricevere segnali audio e video digitali nel mondo