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Presentazione

Decreto legge 16 maggio 2008, n.85

Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.  

(pubblicato sulla G.U.- Serie Generale - n.114 del 16 maggio 2008)

Art. 1 comma 7:

"Le funzioni del Ministero delle comunicazioni, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, sono trasferite al Ministero dello sviluppo economico."

 

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Il Ministero delle Comunicazioni si è costituito a seguito dei numerosi, progressivi interventi normativi che hanno disciplinato modifiche all’assetto originario dell’ex Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, (di cui facevano parte l’ex Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni e l’ex Azienda di Stato per i Servizi Telefonici) succedutisi dal 1994 ad oggi.

La legge 29 gennaio 1994, n. 71, infatti, recante “Trasformazione dell’amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni in ente pubblico economico e riorganizzazione del Ministero” ne delineò le attribuzioni e definì la dotazione organica, rinviando all’emanazione di apposito DPR il generale ordinamento.

Con il DPR 24 marzo 1995, n. 166 “Regolamento recante riorganizzazione del Ministero delle poste e telecomunicazioni” furono determinati gli uffici centrali (Segretariato Generale, Direzione generale per gli affari generali e per il personale, Direzione Generale per le concessioni e le autorizzazione, Direzione Generale per la pianificazione e la gestione delle frequenze, Direzione generale per la regolamentazione e la qualità dei servizi e l’Istituto delle poste e delle telecomunicazioni), gli uffici circoscrizionali (in numero di 16) e le relative competenze.

Il DM 4 settembre 1996, n. 537 “Regolamento recante norme per l’individuazione degli uffici di livello dirigenziale del Ministero delle poste e telecomunicazioni e delle relative funzioni” operò il riparto delle competenze tra gli uffici dirigenziali facenti capo al Segretariato Generale e alle singole Direzioni Generali ad eccezione dell’Istituto Superiore per il quale non venne disciplinata la struttura interna. L’art. 7 del decreto in argomento ridenominò gli Uffici circoscrizionali “Ispettorati Territoriali del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni”.

Con legge n. 249 del 31 luglio 1997 recante “Istituzione dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo” il Ministero assume la denominazione di Ministero delle Comunicazioni” e l’Istituto Superiore delle Poste e delle Telecomunicazioni è ridenominato Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione”. La legge disciplinò la struttura, i compiti dell’Autorità e i rapporti col Ministero rinviando ad appositi regolamenti l’individuazione delle competenze che venivano ad essa trasferite da altre amministrazioni.

 

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, è un’autorità indipendente, cui è affidato il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali dei cittadini.

Il primo compito viene svolto mediante:

  • l’attuazione della liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni, con le attività di regolamentazione e vigilanza e di risoluzione delle controversie;
  • la razionalizzazione delle risorse nel settore dell’audiovisivo;
  • l’applicazione della normativa antitrust nelle comunicazioni e la verifica di eventuali posizioni dominanti;
  • la gestione del Registro Unico degli Operatori di Comunicazione;
  • la tutela del diritto d'autore nel settore informatico ed audiovisivo.

Il secondo compito viene svolto mediante:

  • la vigilanza sulla qualità e sulle modalità di distribuzione dei servizi e dei prodotti, compresa la pubblicità;
  • la risoluzione delle controversie tra operatori e utenti;
  • la disciplina del servizio universale e la predisposizione di norme a salvaguardia delle categorie disagiate;
  • la tutela del pluralismo sociale, politico ed economico nel settore della radiotelevisione.

L’Autorità svolge funzioni di regolamentazione e vigilanza nei settori delle telecomunicazioni, dell’audiovisivo e dell’editoria. Tali settori, infatti, con l’avvento della tecnologia digitale, vedono attenuate le differenze diventando veicolo di contenuti – immagini, voce, dati – sempre più interattivi; telefono, televisione e computer sono destinati a integrarsi e a convergere sulla medesima piattaforma tecnologica, ampliando in tal modo la gamma dei servizi disponibili.

 

Il successivo DPR n. 318 del 19 settembre 1997 “Regolamento per l’attuazione di direttive comunitarie nel settore delle telecomunicazioni”definì i principi generali nel settore delle TLC, secondo i quali l’installazione, l’esercizio e la fornitura di reti di telecomunicazioni, nonché la prestazione dei servizi ad esse relativi accessibili al pubblico, sono attività di preminente interesse generale, il cui espletamento si fonda su:

  • La libera concorrenza e pluralità dei soggetti operatori;
  • Sul rispetto degli obblighi di fornitura del servizio universale;
  • Sulla tutela degli utenti e sulla loro libertà di scelta tra i servizi forniti dai diversi operatori;
  • Sul rispetto della vigente normativa in materia di tutela della salute pubblica.

Lo stesso regolamento disciplinò il riparto delle competenze tra Autorità e Ministero.


Con il Dlgs 300 del 30 luglio 1999 recante “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997 n. 59”, il Ministero delle Comunicazioni, sarebbe dovuto essere accorpato al Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato ed al Ministero del Commercio con l’Estero per costituire il Ministero delle Attività Produttive. Il previsto accorpamento non fu realizzato poiché intervenne ilDL 217 del 12 giugno 2001, convertito in legge 317 del 3 agosto 2001 che confermò ilMinistero delle Comunicazioni, con il suo ordinamento interno all’epoca vigente. Al Ministero furono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di poste, telecomunicazioni, reti multimediali, informatica, telematica, radiodiffusione sonora e televisiva, tecnologie innovative applicate al settore delle comunicazioni. Venivano inoltre individuate le seguenti Aree Funzionali:

  • Comunicazioni e tecnologie dell’informazione
  • Piano nazionale di ripartizione delle frequenze
  • Servizi postali e bancoposta
  • Produzioni multimediali
  • Tecnologie dell’informazione

E le funzioni relative:

  • al rilascio dei titoli di abilitazione all'esercizio dei servizi radioelettrici;
  • alla determinazione dei requisiti tecnici di apparecchiature e alle procedure di omologazione;
  • all'accreditamento dei laboratori di prova;
  • al rilascio delle autorizzazioni ad effettuare collaudi, installazioni, allacciamenti e manutenzione.


Occorre ricordare che il 22 luglio 1999 è stato adottato ilDlgs 261 che ha demandato al Ministero la funzione di Autorità di regolamentazione del settore postale indicandone le competenze. In sintesi il Ministero deve operare la scelta del fornitore o dei fornitori del servizio universale; verificare il rispetto degli obblighi connessi all'espletamento del servizio universale garantendo un sistema di controllo periodico delle prestazioni che compongono il servizio stesso; promuovere l'adozione di provvedimenti intesi a realizzare l'accesso alla rete postale pubblica in condizioni di trasparenza e non discriminazione; procedere al rilascio delle licenze individuali per l'espletamento di prestazioni singole rientranti nel servizio universale nonché delle autorizzazioni generali per l'effettuazione dei servizi che esulano dal campo di applicazione del servizio universale; espletare i controlli nei riguardi dei soggetti titolari di autorizzazioni generali; provvedere all'emissione delle carte valori postali; concorrere a determinare la struttura tariffaria ed il metodo di adeguamento delle tariffe.

Le modifiche legislative intervenute a breve distanza di tempo generarono momenti di incertezza aumentata anche dai veloci cambiamenti della tecnologia delle comunicazioni. In tale contesto si rese necessaria una riorganizzazione del Ministero allo scopo di renderlo il più possibile rispondente alle nuove esigenze.

Infatti con Dlgs 30 dicembre 2003, n. 366 recante "Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, concernenti le funzioni e la struttura organizzativa del Ministero delle comunicazioni, a norma dell'articolo 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137" fu riordinata la struttura ministeriale.

Il Ministero a tutt’oggi si articola in uffici centrali di livello dirigenziale generale ed in ispettorati territoriali di livello dirigenziale non generale. Opera nell’ambito del Ministero e sotto la sua vigilanza l’Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione, di livello dirigenziale generale.

Sono uffici centrali:

  1. il segretariato generale
  2. le cinque direzioni generali:
  • direzione generale per la gestione delle risorse umane
  • direzione generale per la pianificazione e la gestione dello spettro radioelettrico
  • direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e radiodiffusione
  • direzione generale per la regolamentazione del settore postale
  • direzione generale per la gestione delle risorse strumentali ed informative.

Le competenze sono disciplinate dal DPR 22 giugno 2004, n. 176, recante “Regolamento di organizzazione del Ministero delle Comunicazioni” e l’articolazione interna del Segretariato Generale e delle Direzioni Generali sono definiti conDM 16 dicembre 2004, recante “Riorganizzazione del Ministero delle Comunicazioni”.

Il citato Decreto Ministeriale individua e disciplina le unità di livello dirigenziale nell’ambito delle direzioni generali del Ministero delle Comunicazioni e definisce i compiti dei sedici Ispettorati Territoriali.

Sono istituiti sette uffici di livello dirigenziale non generale presso l’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione che vengono individuati daldecreto 27 giugno 2005recante “Organizzazione dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione”.

L’anno successivo, con il DM 22 marzo 2006, recante “Modifica al decreto 16 dicembre 2004” vengono disciplinati trasferimenti di competenze dalla Direzione Generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione alla Direzione Generale per la pianificazione dello spettro radioelettrico.

E’ in corso una fase ulteriore di riordino come previsto dalla legge finanziaria 2007.

 
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