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01-02-2008

La strategia del Ministero nella lotta al Digital Divide

Il Ministero delle Comunicazioni è impegnato in questa legislatura nella riduzione del “digital divide”. In Italia infatti ci sono ancora circa 6 milioni di cittadini privi della possibilità di accesso alla banda larga (il 10 % della popolazione totale) distribuiti in  3506 Comuni (il 43% del totale).

 

La popolazione in digital divide è maggiore nel centro Nord : 3.643.745 abitanti che nel Mezzogiorno 2.089.172.

 

Inoltre ci sono circa 1000 comuni che sono serviti da quella che viene definita una mini dslam che offre una limitata capacità di collegamento ADSL (640 kbit/s)

Lo sviluppo dell’infrastrutturazione attraverso le reti di comunicazione di nuova generazione è quindi un obiettivo strategico per la competitività e lo sviluppo del Paese. Al fine di garantire uno sviluppo equilibrato del processo di infrastrutturazione e calmierare gli effetti del “fallimento di mercato” nelle aree più svantaggiate del Paese, è ipotizzabile utilizzare risorse pubbliche per favorire lo sviluppo della copertura con modalità non lesive della concorrenza e con un approccio tecnologicamente neutrale.

 

Per cogliere appieno le opportunità derivanti dalle nuove autostrade delle comunicazioni elettroniche occorre promuovere lo sviluppo di servizi innovativi e favorire processi di adozione estensiva all’interno sia del settore pubblico che privato, attraverso progetti di mobilitazione di comparti strategici per lo sviluppo come la sanità, l’istruzione, le piccole e medie imprese

La competizione basata sull’innovazione telematica è una sfida non solo per il settore delle  comunicazioni elettroniche, che deve finanziare la propria crescita e i nuovi investimenti, ma più in generale per l’insieme dell’economia nazionale. Il nostro sistema economico deve sfruttare l’occasione dell’innovazione di processo intrinseca nelle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni per affrontare con successo la sfida con sistemi produttivi intrinsecamente più strutturati e di maggiori dimensioni.

 

La banda larga, quindi, come motore di sviluppo e come servizio universale. Il nostro obiettivo deve essere quello di aumentare gli accessi, governare il processo di infrastrutturazione, diffondere massicciamente gli strumenti dell’alfabeto informatico, evitare concentrazioni di potere che blocchino l’ingresso di altri attori.

 

  • Le iniziative realizzate dal Ministero da maggio 2006 ad oggi sono state le seguenti:Istituzione del “Comitato per la diffusione della banda larga”  il 20 dicembre 2006 con decreto del presidente del consiglio all’interno del quale opera in costante rapporto con gli operatori e le Regioni un Osservatorio per monitorare interventi per la banda larga.
  • Adozione delle Linee guida per la pianificazione territoriale relative alla realizzazione delle reti in banda larga condivise con le Regioni ed approvate dalla Conferenza Unificata in data 20 settembre 2007.
  • Attività diretta attraverso Infratel Italia, di cui il presente accordo con la Regione Lazio, dopo quello con l’Emilia Romagna, è espressione.

Gara Wi Max: proprio in queste ore è in corso l’asta competitiva per l’assegnazione delle licenze per i diritti d’uso del cosiddetto Wi Max dalla quale ci aspettiamo un utile contributo alla soluzione del digital divide. Infatti nei piani industriali che verranno presentati dagli aggiudicatari dovranno essere indicati anche i Comuni in digital divide  nei quali andranno ad operare.

 
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