Il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione per la tutela dei minori in TV, costituito con decreto del Ministro delle Comunicazioni d'intesa con l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, opera dal novembre 2002.
Tale Comitato è costituito da quindici membri effettivi, nominati con Decreto dal Ministro delle Comunicazioni d’intesa con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in rappresentanza, in parti uguali, rispettivamente delle emittenti televisive firmatarie del Codice – su indicazione delle stesse e delle associazioni di categoria – delle istituzioni – tra cui un rappresentante dell’Autorità, un rappresentante del Coordinamento nazionale dei Corecom e il Presidente della Commissione per il riassetto del sistema radiotelevisivo – e degli utenti – questi ultimi su indicazione del Consiglio nazionale degli Utenti presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Il Presidente è nominato nel medesimo Decreto tra i rappresentanti delle Istituzioni quale esperto riconosciuto della materia. Con i medesimi criteri e modalità sono nominati anche quindici membri supplenti.
Il Presidente è nominato con decreto ministeriale ed è affiancato da due vice presidenti, uno designato dalle emittenti e l’altro dalle Associazioni degli Utenti. Insieme formano l’Ufficio di Presidenza. All’interno del Comitato funzionano tre Sezioni istruttorie, ognuna rappresentativa delle tre componenti. L’attività del collegio è disciplinata da un Regolamento interno.
Le competenze e i poteri del Comitato sono disciplinate dall’art. 6.2 del Codice che prevede: “Il Comitato, d’ufficio o su denuncia dei soggetti interessati, verifica, con le modalità stabilite nel Regolamento di seguito indicato, le violazioni del presente Codice. Qualora accerti la violazione del Codice adotta una risoluzione motivata e determina, tenuto conto della gravità dell’illecito, del comportamento pregresso dell’emittente, nell’ambito di diffusione del programma e della dimensione dell’impresa, le modalità con le quali ne debba essere data notizia".
Il Comitato può inoltre:
a) Ingiungere all’emittente, qualora ne sussistano le condizioni, di modificare o sospendere il programma o i programmi indicando i tempi e le modalità di attuazione;
b) Ingiungere all’emittente di adeguare il proprio comportamento alle prescrizioni del Codice indicando i tempi e le modalità di attuazione.
La prima edizione del Comitato giunse a scadenza, come previsto dal Codice, a metà gennaio 2006, per compimento del triennio.
Con decreto in data 13 aprile 2006, il Ministero delle Comunicazioni, d’intesa col Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, procede alla nomina del nuovo Comitato.
Previsto dal Codice di autoregolamentazione il Comitato è stato poi, insieme al Codice, “legificato” dalla legge di sistema 212/04, trasfuso nel T.U. di cui al D. Legislativo 177/05. Il Comitato è uno dei pochi esempi di controllo delle comunicazioni di massa originato da un sistema di autoregolamentazione poi affiancato da una coregolamentazione legislativa statale.
Le norme del Codice di autoregolamentazione, nascono da un impegno delle imprese televisive per migliorare la qualità delle trasmissioni dedicate ai minori, per aiutare le famiglie ed il pubblico più giovane ad un uso corretto della televisione e per sensibilizzare chi produce i programmi alle esigenze dei minori.
I profili di violazione più spesso rilevati riguardano la violenza nelle sue varie forme, la volgarità, l’offesa alla dignità della persona. Quanto al genere di programmi, le violazioni riscontrate hanno riguardato soprattutto i film e più in generale la fiction. i talk show, i reality show, i varietà, l’informazione.
Le emittenti colpite da risoluzioni devono darne comunicazione nei loro stessi notiziari. Le risoluzioni e le segnalazioni vengono poi rimesse all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, per le eventuali iniziative sanzionatorie di competenza.
I programmi televisivi oggetto di maggiori interventi del Comitato risultano in ordine decrescente: film e telefilm; informazione; talk show; pubblicità; varietà. Le emittenti maggiormente coinvolte sono quelle del gruppo Mediaset, seguite, immediatamente dal gruppo Rai, (anche in relazione all’entità delle rispettive trasmissioni), e poi da La7 e dalle emittenti locali. Ma nel 2007 appaiono per la prima volta, tra le emittenti oggetto di risoluzione, quelle satellitari: ad esempio per la diffusione di film vietati ai minori di anni 14 in orario di “televisione per tutti”.
Migliora invece il sistema di avvertenze rivolto ad informare le famiglie sull’idoneità o meno dei programmi ai minori: tra l’altro, obblighi più precisi sono contenuti nel nuovo contratto di servizio tra lo Stato e la RAI.
La cosìddetta “fascia particolarmente protetta” dalle ore 16 alle 19 (per la RAI, ora in base al contratto di servizio tra le 16 e le 20) deve essere soggetta a particolare attenzione per assicurare alle famiglie uno spazio temporale a tutela dei ragazzi e dei minori in genere veramente garantita.